Roma, 4 nov – Il Corriere della Sera pubblica un appello di 23 personalità del mondo politico ed economico a livello europeo per chiedere a Bruxelles una riforma per combattere l’elusione fiscale e più trasparenza nella tassazione delle multinazionali ad un anno dallo scandalo Luxieaks (il 5 novembre 2014 un consorzio internazionale di giornalisti rivelò pubblicamente che più di 500 multinazionali avevano concluso accordi segreti con il Lussemburgo tra il 2002 e il 2010, i cosiddetti tax rulings, per abbattere la loro pressione fiscale). L’appello è firmato, tra gli altri, da Sergio Cofferati relatore dei Parlamento europeo per la Direttiva sui diritti degli azionisti; Gianni Pittella, presidente dei Gruppo dei Sociaiisti e Democratici al Portamento europeo; Roberto Gualtieri, presidente della Commissione Economica del Parlamento europeo; Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea; Jean-Paul Fitoussi, co-presidente dei Consiglio scientifico della Progressive Economy; Josep Borrell, ex presidente del Parlamento europeo; Luca Visentini, segretario generale detta Confederazione Sindacale Europea; Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze; Virgilio Dastoll, presidente del Consiglio Italiano Movimento Europeo. I firmatari avvertono che “un mercato unico efficace può funzionare correttamente solo in un quadro per la tassazione delle imprese più trasparente, coordinato e cooperativo. Non si può quindi continuare ad andare avanti come fatto finora: l’Unione Europea deve assicurare che le multinazionali paghino le loro tasse dove realizzano i profitti. Noi richiediamo riforme ambiziose per contrastare evasione ed elusione fiscale, eliminare le scappatoie legali utilizzate dalle multinazionali, sanzionare efficacemente i paradisi fiscali, combattere la corruzione e il riciclaggio e migliorare la trasparenza e la cooperazione transfrontaliera. In questo quadro, invitiamo pubblicamente i governi europei a supportare l’obbligo di rendicontazione Paese per Paese pubblica attualmente in discussione nella Direttiva sui diritti degli azionisti”.
(red)