Bologna, 9 nov – “The City as a Commons”, la conferenza internazionale che è svolta venerdì e sabato scorsi a Bologna, ha puntato i riflettori sul capoluogo emiliano che fin dal 2011 ha deciso di investire e coalizzare tutte le proprie energie intorno all’idea che le città possono e devono essere gestite come beni comuni. All’incontro, sono intervenuti i massimi esperti mondiali impegnati sulla frontiera dei beni comuni urbani: Tine De Moor, Sheila Foster, Christian Iaione, Michel Bauwens, David Bollier, Ezio Manzini, Silke Helfrich, oltre a più di 100 ricercatrici e ricercatori provenienti dai cinque continenti che hanno superato una selezione durissima facendosi largo tra le oltre 200 candidature pervenute. All’evento ha partecipato anche il Comune di Barcellona, attraverso l’assessore Manuel Ortega, che guarda al metodo di governo inaugurato a Bologna per ispirare l’azione della nuova amministrazione Colau. A Bologna ogni 10 anni cambia il 25% della popolazione, questo l’ha resa una città aperta, accogliente e ospitale verso l’altro e l’altrove. Queste nuove popolazioni urbane, grazie a questo approccio collaborativo, hanno oggi a Bologna la possibilità di contribuire a riscrivere e disegnare quotidianamente le regole della propria convivenza, individuare le direzioni che lo sviluppo economico urbano deve prendere, gestire servizi, attività, angoli di quartieri e beni della città insieme con l’Amministrazione. L’intento, infatti, è quello di consentire a queste energie civiche, sociali, economiche, culturali, istituzionali di ritrovarsi in un “patto costituzionale urbano”. A Bologna questo patto si chiama Regolamento sulla collaborazione civica per i beni comuni urbani. Il successo della conferenza dimostra che tanti studiosi di tutte le parti del mondo si stanno interessando a quanto sta accadendo nella città delle Due Torri. (red)