Amburgo, 10 nov – Il 4 novembre, fine della prima guerra mondiale e giornata delle Forze armate è stato celebrato anche ad Amburgo, dove, al cimitero militare onorario italiano, riposano 5.839 italiani (dei quali 171 ignoti) tra prigionieri di guerra, internati comuni e lavoratori civili deceduti nel periodo che va dall’inizio della Seconda guerra mondiale fino al 15 aprile 1945, traslati da tutti i territori limitrofi (Schlewig-Holstein, Bassa Sassonia, Amburgo, Brema, Hannover e Westfalia). L’edificazione del sepolcreto ebbe inizio nel 1957 e fu ultimata nel 1959. L’area venne concessa direttamente dal governo tedesco in base all’accordo del 22 dicembre 1955 riguardante le sepolture di guerra. A ricordare i caduti italiani è stato Giuseppe Scigliano, presidente del Comites di Hannover, alla presenza del console G Flavio Rodiolosso e di padre Pierluigi Vignola, la neoeletta membro del CGIE Isabella Parisi, alcuni membri del Comites e i rappresentanti delle associazioni di italiani emigrati. Scigliano ha espresso nel suo discorso “tristezza per la consapevolezza che uomini, donne, bambini, anziani e tanti altri ancora hanno perso la loro vita per le brutture di un sistema basato sul totalitarismo o su una falsa democrazia” e “rabbia perché ancora oggi si pensa di risolvere con le armi problemi che molto spesso sono provocati da aberranti ideologie o dalla disomogenea distribuzione delle ricchezze del pianeta unite all’incapacità di mediare con il dialogo e con la collaborazione dei popoli, mettendo da parte gli interessi meramente economici delle nazioni”. (Gnk)