(12 novembre 2015) Tempo una generazione, e la popolazione del mondo raggiungerà i 10 miliardi, milione più milione meno. E’ la previsione delle Nazioni Unite riferita al 2050, anno in cui l’India avrà rimpiazzato la Cina al primo posto, la Nigeria sarà salita dal settimo al terzo gradino e gli altri paesi africani – in particolare l’Etiopia e la Repubblica Democratica del Congo – avranno guadagnato molte posizioni nella graduatoria dei paesi più popolosi.
Sono destinati invece a diventare sempre più irrilevanti, dal punto di vista demografico, i paesi più ricchi del mondo, ad eccezione degli Stati Uniti. Il Giappone perderà un sesto della sua popolazione, mentre il Congo la moltiplicherà per due volte e mezzo. Quanto all’Italia, era decima nel 1950, è scesa al 23° posto quest’anno e scenderà al 38° nel 2050. Questi sommovimenti – osserva Massimo Livi Bacci su neodemos.info – avranno un peso notevole sulle modalità di sviluppo dei vari paesi, sulle loro capacità di produrre e consumare, sull’impatto ambientale della loro crescita.
L’Onu è ottimista per quanto riguarda le speranze di vita, che vede in crescita ovunque. In Nigeria ed Etiopia dovrebbe aumentare addirittura di 10 anni. Livi Bacci, maestro di scienze demografiche, è molto scettico e si chiede se questi paesi disporranno delle strutture sanitarie, dei presidi medici, dell’acqua potabile, necessari per fare questo balzo in avanti. E’ scettico anche sulle previsioni in tema di migrazioni, che secondo l’Onu saranno contenute grazie a un forte sviluppo interno dei paesi che le generano.
Per ora lo scenario è diverso. Spinte dalle guerre e dalla povertà, negli ultimi quattro anni due milioni di persone hanno bussato alla porta dell’unione Europea chiedendo asilo. E attualmente in Germania si contano 10-12 mila nuovi rifugiati al giorno, un’emergenza senza precedenti che rischia di provocare la caduta di Angela Merkel e una crisi politica dagli sbocchi imprevedibili.