(13 novembre 2015) Dal Mediterraneo all’estremo Oriente, l’olio extravergine d’oliva italiano sta lentamente conquistando la Cina. Nonostante negli ultimi cinque anni il Belpaese abbia registrato un -2% di esportazioni verso il Paese del Dragone, infatti, l’Italia detiene ancora oggi una quota del 20% del mercato totale delle importazioni per un controvalore di 32 milioni di dollari. I produttori italiani di prodotto di qualità devono però fare i conti con una concorrenza spietata di altri oli di semi, come quello di girasole, scambiato sul mercato cinese a prezzi più vantaggiosi per il consumatore locale. L’analisi arriva direttamente da Shanghai, dove l’olio extra vergine di oliva italiano è protagonista alla fiera Fhc in un seminario con corso di degustazione. Un’iniziativa riservata a giornalisti e buyer cinesi che rientra tra le attività di collaborazione tra Agenzia Ice, settore Agroindustria, e il Consorzio olivicolo italiano finalizzata a promuovere, in tutto il mondo, la cultura del consumo consapevole dell’olio extra vergine di oliva di qualità prodotto da imprese italiane. L’84% del valore della quota del 20% importata dall’Italia nel 2014, è stata rappresentata principalmente dalla categoria degli oli vergini di oliva con un controvalore pari a 26 milioni di dollari. Questo significa che il mercato cinese, e non solo, guarda all’Italia come il Paese produttore per eccellenza di qualità. (Red)