“Il terrorismo non distruggerà la Repubblica, perché sarà la Repubblica a distruggerlo”: si conclude così il solenne discorso del presidente francese Francois Hollande, davanti al Parlamento riunito a Versailles, poco prima che risuonassero le note della Marsigliese, intonata da tutta l’assemblea. Un discorso forte, in cui l’inquilino dell’Eliseo ha ribadito senza mezzi termini: “La Francia è in guerra. Gli atti di venerdì sera sono atti di guerra. Hanno causato almeno 129 morti e numerosi feriti: costituiscono un’aggressione contro la nostra Repubblica, i nostri valori, la sua gioventù”. Un discorso in cui Hollande ha sottolineato la necessità di “far evolvere” la Costituzione per “agire contro il terrorismo di guerra”.
“DISTRUGGERE L’ISIS”. Il presidente ha menzionato i raid effettuati dai caccia francesi su Raqqa, roccaforte dell’Isis, affermando che il Paese non è impegnato in una guerra di civiltà, perché i terroristi non rappresentano alcuna civiltà; congratulandosi con l’aeronautica per le operazioni effettuate la scorsa notte, Hollande ha annunciato che la Francia intensificherà le sue operazioni in Siria: “Nelle operazioni non ci sarà tregua. Non dobbiamo contenere l’Isis ma lo dobbiamo distruggere”. Il presidente francese chiederà inoltre all’Onu una risoluzione contro il terrorismo perché occorre “un’unica e grande coalizione che intervenga in Siria”. “Nei prossimi giorni – aggiunge – incontrerò il presidente americano Barack Obama e quello russo Vladimir Putin per unire le nostre forze contro l’Isis”.
“CAMBIAMO LA COSTITUZIONE”. “Sul fronte interno, invece, l’inquilino dell’Eliseo annuncia misure straordinarie, come l’estensione dello stato di emergenza per altri tre mesi perché “in guerra non valgono le regole di pace” e la proroga dei poteri straordinari del presidente, che verrà analizzata mercoledì dal Parlamento: da qui l’esigenza modificare la Costituzione. Tra le altre misure, espulsioni più facili per i sospettati e la possibilità di revocare la cittadinanza ai condannati per terrorismo, nonché nuovi mezzi per polizia e magistratura. Per quanto concerne l’Unione Europea, invece, il presidente francese invoca un rafforzamento dei controlli sulle frontiere esterne dell’Europa e un accordo tra le compagnie aeree per un registro unico dei nomi dei passeggeri. Inoltre, Hollande spiega di aver chiesto al ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian di rivolgersi da domani ai suoi colleghi europei per sollecitare l’applicazione dell’articolo 42.7 del trattato dell’Unione – che prevede che quando un Paese sia stato aggredito tutti gli stati membri devono dargli solidarietà – perché “il nemico non è un nemico della Francia, è un nemico dell’Europa”.
“LA CONFERENZA SUL CLIMA SI TERRA’”. Hollande assicura: “Mai i barbari ci impediranno di vivere come abbiamo deciso, di vivere pienamente”. Per questo, annuncia l’inquilino dell’Eliseo, le elezioni regionali si terranno, come la conferenza internazionale sul clima. “Noi dobbiamo continuare a lavorare, a uscire, a vivere, a influenzare il mondo”. “I terroristi – afferma Hollande – credono che il popolo libero si lascerà impressionare dall’orrore. Affatto. La Repubblica francese ha superato prove peggiori, ed è qui, è sopravvissuta: quelli che hanno voluto sfidarla sono stati i perdenti della storia. La Repubblica lo farà anche questa volta”.
(Roc – 16 nov)