Il dibattito sul decreto di proroga delle missioni internazionali, già all’ordine del giorno della Camera, è finito inevitabilmente per intrecciarsi con i drammatici fatti di Parigi. Tanto che a Montecitorio, mentre si vota l’autorizzazione alla spesa di 58,67 milioni per la partecipazione militare alla missione della Nato in Afghanistan, “Resolute Support”, che mira a respingere l’avanzata dell’Isis nelle fragili istituzioni locali, il discorso vira più volte sulla Siria.
SCONTRO SUL DL MISSIONI – Come in occasione del forte scontro alla Camera sul dl missioni tra Lega Nord e Sel, che con due emendamenti a prima firma Fava e Piras chiedeva l’aumento dei fondi per la cooperazione piuttosto che per il rifinanziamento delle missioni internazionali contro Isis. Proposte che fanno infuriare il leghista Gianluca Pini: “Trovo assolutamente inaccettabile, pericoloso e irriverente anche nei confronti dei morti di venerdì scorso a Parigi, è che qualcuno si permetta di chiedere la cancellazione della partecipazione del nostro Paese alle missioni internazionali nel contrasto al Daesh. Immediata la replica di Michele Piras. “Evidentemente ognuno ha le sue vergogne, io ad esempio mi vergognerei al posto di altri di criminalizzare una intera comunità religiosa di fronte a quanto accade nel mondo; mi vergognerei di rispondere alla pancia dell’intolleranza e della xenofobia delle persone ad esempio”. Aggiunge Piras: “Noi non siamo contrari ad una lotta contro il terrorismo. Questo non è consentito dirlo, e noi non accettiamo che ci venga detto. Noi siamo in prima linea come altri nella lotta contro il terrorismo, semplicemente non riteniamo che siano questi gli strumenti adatti per sconfiggere il terrorismo e per sconfiggere Daesh. La dimostrazione ce l’abbiamo precisamente nelle politiche che, da 13 anni a questa parte, si riproducono in questo decreto. Si rifletta sul fatto che non è l’anno zero, che siamo almeno all’anno 13 di una politica profondamente sbagliata all’estero e in particolare nel Medio Oriente”.
OBIETTIVO SICUREZZA – Il caso del giorno però sul fronte interno è la proposta di estendere le garanzie funzionali proprie dei servizi di sicurezza anche ai reparti dell’esercito impegnati nelle aree di crisi. Un potere che, nell’emendamento presentato dal governo, spetterebbe direttamente al presidente del Consiglio in maniera strutturale, misura questa contestata dal Movimento 5 Stelle: “La sicurezza dei cittadini è la nostra priorità, ma non sia un pretesto per attribuire poteri illimitati in ambito decisionale al premier e al governo – spiegano i membri pentastellati del Copasir – Il Copasir è un organo di controllo cruciale per la stabilità e la sicurezza del nostro paese e per questo riteniamo debba essere interpellato sotto ogni aspetto che, nell’ambito di una catena di comando, riguardi la lotta al terrorismo e le estensioni di intelligence ai reparti militari”. E anche Sel chiede modifiche o voterà contro. Intanto il premier Matteo Renzi annuncia a SkyTg24: “La legge di stabilità per il 2016 aveva già più soldi del 2015 sulla sicurezza, nei prossimi 15 giorni verificheremo se possiamo mettere più denari. Farò una proposta a tutti i partiti per ‘un’operazione Paese’, ossia un investimento ulteriore non solo in sicurezza, ma anche per il recupero di determinate realtà, perché le periferie non possono essere luoghi di nessuno”. (Sis – 18 nov)