(19 novembre 2015) La Francia ha fatto sapere che per finanziare le spese miliari e quelle per la sicurezza, non rispetterà la previsione del deficit al 3,3% nel 2016 e al 3% nel 2017. “Il patto di sicurezza prevale sul patto di stabilità”, ha detto il presidente Hollande ai rappresentanti delle Assemblee legislative all’indomani degli attentati che hanno colpito Parigi. Con ciò annunciando che la Francia intende bombardare anche il fiscal compact.
Si tratta di una delle conseguenze non irrilevanti di quanto è accaduto venerdì. Come fanno notare Guido Salerno Aletta su Formiche.net e Francesco Pacifico su Lettera43, sembra definitivamente saltato il principio della inderogabilità del pareggio di bilancio e il deficit torna ad essere nuovamente funzionale alle scelte politiche.
Che è poi quello che in sostanza da tempo va chiedendo il governo Renzi, che da Bruxelles – nonostante i dubbi sull’attendibilità delle coperture inserite nella manovra – ha ottenuto un anno in più per rimettere a posto i conti.
La commissione europea ha presto atto che non è questo il momento migliore per imporre maggior rigore, perché le ondate migratorie e la lotta al terrorismo spingeranno gli Stati membri a spendere più in sicurezza, riducendo tutte le voci destinate a rimettere in moto la domanda interna.
Si viaggerà e si spenderà di meno, bisognerà rivedere le politiche di welfare. “In questo terribile momento – ha detto il commissario europeo Moscovici – la tutela e la sicurezza dei cittadini in Francia ed Europa sono una priorità assoluta”. Il pareggio di bilancio può aspettare.