Mombasa, 23 nov – Parte domattina a Mombasa, in Kenya, la Carovana della pace, che unisce esponenti di fedi diverse, organizzata dalla associazione “Cremona for Kenya”, e che arriverà a Nairobi mercoledì, in tempo per salutare Papa Francesco, in visita nel Paese africano. In particolare l’idea di portare in Kenya una Carovana che richiamasse nelle modalità e nei fini la Marcia Perugia-Assisi, è stata del cremonese Licio D’Avossa nei suoi incontri con padre Lagho, responsabile del dialogo interreligioso per la diocesi cattolica di Mombasa. Lo stesso Licio D’Avossa ha poi presentato il progetto a Papa Francesco. L’associazione “Cremona for Kenya” è attiva da anni in progetti di cooperazione nella costruzione nel Paese africano di scuole aperte a tutti, bambini e ragazzi cristiani e musulmani e alla Carovana della Pace hanno aderito il Comune di Cremona, le associazioni locali che costituiscono la Tavola della pace di Cremona e provincia, il Centro islamico “ La Speranza” -che ha scritto un messaggio da portare in Kenya e rivolto a tutte le fedi religiose del Paese africano perché convivano pacificamente. Aderiscono anche, sempre dall’Italia, la Rete della pace nazionale, la Tavola della pace di Perugia, quella del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e quella dell’Arci regionale e nazionale. Fondamentale per l’attuazione della Carovana in Kenya è stato il via libera dell’arcivescovo di Mombasa Martin Musonde e dagli Imam di fede islamica. Ha già ricevuto il sostegno di centinaia di organizzazioni della società civile keniota che non si rassegnano al terrorismo, alle violenze e alle discriminazioni tra appartenenze etniche e religiose diverse. Considerando la rilevanza internazionale della Carovana, le associazioni pacifiste cremonesi non solo sostengono convintamente questa proposta di “Cremona for Kenya” ma hanno invitato tutte le associazioni italiane che si riconoscono nelle ragioni della pace e della nonviolenza ad aderire, sostenere, promuovere questa iniziativa, anche contattando i volontari e i cooperanti italiani impegnati in quell’area.
(red)