Nel triennio 2011-2014 il Pil in volume è sceso del 5%, accompagnato da una diminuzione del 2% degli occupati e da una contrazione del 6% dei consumi delle famiglie. Lo rende noto l’Istat. In termini di dinamica del Pil, l’area che ha registrato il calo maggiore è il Nord-ovest (-5,7%), appena superiore a quello del Mezzogiorno (-5,6%), mentre Nord-est e Centro segnano flessioni più contenute (rispettivamente -4,3% e -4,2%). Sul versante dell’occupazione, la caduta più marcata si registra nel Mezzogiorno (-4,2%) e, in misura minore, nel Nord-ovest (-2,2%), mentre le altre due aree subiscono cali contenuti. La dinamica dei consumi delle famiglie nel triennio in esame è caratterizzata da una contrazione particolarmente marcata nel Mezzogiorno (-8,4%), a fronte di cali quasi analoghi nel Centro (-5,3%), Nord-ovest (-5,0%) e Nord-est (-5,0%).
REGIONI. A livello di singole regioni, la Provincia Autonoma di Bolzano e la Valle d’Aosta sono le uniche a registrare una crescita del Pil nel triennio, con incrementi rispettivamente dell’1,0% e dello 0,2%, a cui corrisponde tuttavia un calo moderato dell’occupazione (rispettivamente -0,6% e -0,8%) e uno più deciso dei consumi (-4,7% e -5,2%). All’opposto, il risultato univocamente peggiore si registra in Calabria, con un calo del Pil dell’8,2%, dell’occupazione del 5,6% e dei consumi del 9,3%. Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Campania sono le regioni che registrano le flessioni più marcate del Pil dopo la Calabria (fra -7,0% e -7,9%); risultano fortemente negative anche le dinamiche dell’occupazione, con cali compresi fra il 2,2% e il 4,7%, e dei consumi, fra -5,0% e -7,8%. Lazio e Provincia Autonoma di Trento sono le uniche regioni che registrano una dinamica positiva dell’occupazione (rispettivamente +1,9% e +1,6%), peraltro accompagnata da cali significativi di Pil e consumi. Nessuna regione italiana segna un aumento del livello dei consumi finali delle famiglie nel triennio 2011-2014.
(Red – 26 nov)