Le immigrazioni negli ultimi cinque anni si sono ridotte del 38%, passando da 448 mila unità del 2010 a 278 mila nel 2014. Le emigrazioni invece sono più che raddoppiate, passando da 67 mila a 136 mila unità. Il saldo migratorio netto con l’estero, pari come detto a 141 mila unità, registra il valore più basso degli ultimi otto anni. E’ quanto emerge da un rapporto Istat sulle migrazioni internazionali e interne della popolazione residente nel 2014. Negli ultimi venti anni i flussi migratori con l’estero hanno rappresentano il prevalente fattore demografico di crescita in Italia, producendo un saldo migratorio positivo e contribuendo a modificare la popolazione residente dal punto di vista quantitativo e strutturale. Tuttavia, questa tendenza si è progressivamente ridotta nel tempo: nel 2014 la crescita della popolazione residente si è fermata ad appena 13 mila unità poiché il saldo migratorio positivo con l’estero (+141 mila) è riuscito ancora a compensare un saldo naturale largamente negativo (-96 mila). Il ruolo dei movimenti con l’estero, e in particolare delle immigrazioni di cittadini stranieri, contrapposto al ben più problematico percorso evolutivo della de-crescita naturale, ha rappresentato la principale chiave di lettura della dinamica demografica recente su scala nazionale. In chiave di prospettiva, tale ruolo sembrerebbe in parte compromesso: sulla base dei primi dati provvisori del 2015 relativi al solo periodo gennaio-giugno, si registra un saldo migratorio estero di appena 66 mila unità a fronte di un saldo naturale che avrebbe già oltrepassato le 103 mila unità di disavanzo. (red – 26 nov)