(30 novembre 2015) Il Museo d’Arte Moderna di New York accende i riflettori su un regista italiano grande e tra i più influenti, ma per molti versi ancora da conoscere: Antonio Pietrangeli. Attraverso una retrospettiva organizzata da Istituto Luce-Cinecittà e lo stesso Moma, saranno portati all’attenzione del pubblico della Grande Mela undici film, esplorando un arco di carriera che va dai primi anni cinquanta alla metà dei sessanta: speciale inaugurazione il 3 dicembre, con la versione restaurata di “Io la conoscevo bene”, che nel ‘65 regalava al pubblico italiano una visione folgorante, come l’apparizione della sua protagonista Stefania Sandrelli; si andrà avanti con capolavori come “La visita” e “Adua e le compagne”, e altri titoli da riscoprire come “Il sole negli occhi”, “Lo scapolo”, “La parmigiana”. Inoltre, “Io la conoscevo bene” uscirà regolarmente in sala a New York dal 5 febbraio, e in home video nella versione restaurata da Criterion. “Una conferma – si legge in una nota – di come l’opera di promozione culturale promossa da Luce-Cinecittà possa trasformarsi talvolta in nuove possibilità commerciali per il nostro cinema”. “Antonio Pietrangeli: A Retrospetive” si pone come occasione per omaggiare un maestro autentico ma laterale nelle storiografie del cinema, figura appartata nel passaggio epocale tra i due grandi momenti del cinema italiano – il Neorealismo e la Commedia all’italiana – ma che ha avuto un’influenza sotterranea e talvolta dichiarata in due generazioni successive di registi. E un appuntamento che consente di verificare la straordinaria tenuta di film che se non hanno consegnato la figura del loro regista al vertice della fama con altri più consacrati colleghi, sembrano non sentire i segni del tempo o perdere in fascino, e provocazione. Una verifica tanto più interessante perché alla prova di un pubblico come quello americano. (Red)