Caracs – Giovanni Di Vaira, coordinatore nazionale del patronato Inca in Venezuela; Maria Teresa Mastromatteo, del patronato Inas; Ugo Di Martino, presidente del Comites di Caracas; l’ambasciatore d’Italia Silvio Mignano; il console generale Mauro Lorenzini; Italo Berarducci, del patronato Acli; Gianluca Di Martino, del patronato Ital-Uil e Giuseppe Marinetti, del patronato Enas: questi alcuni dei rappresentanti di associazioni e istituzioni che hanno animato, lo scorso 27 novembre a Caracas, la conferenza sull’adeguamento del potere d’acquisto delle pensioni che gli emigrati ricevono dall’Inps. L’iniziativa, promossa dall’Italcambio, per informare i pensionati dei passi che si stanno facendo in Italia presso i ministeri competenti e l’Inps per far conoscere la complessità della legge della convertibilità della moneta nazionale, il bolívar, con il dollaro e l’euro. Complicato il meccanismo finanziario che fa sì che tra l’ erogazione e il cambio delle monete, ai pensionati arrivino pensioni che possono anche essere vicine ai 10 euro mensili. Quello che patronati e ambasciata chiedono oggi alla politica italiana e all’Inps è di eliminare il cambio a 6,30 e considerare unicamente il cambio ufficiale chiamato “SIMADI” che si aggira attorno ai 190 bolivares e che si avvicina maggiormente al costo reale della vita. Se una decisione venisse adottata in questo senso, i pensionati italo-venezuelani potrebbero nel 2016 pensioni più alte e dignitose. (9colonne)