Roma, 30 nov – Basta un “no” per regalare la speranza ad una specie in pericolo di estinzione. Strappati alle madri e legati ad una catena, sono oltre 300 i piccoli di bertuccia che ogni anno vengono rubati alle foreste di cedri tra Marocco e Algeria. Trascinati nelle piazze delle città turistiche del nord Africa, vengono sfruttati per comparire nei selfie a pagamento dei viaggiatori di passaggio. #Justsayno è il nome della campagna internazionale – lanciata dalla ong Barbary Macaque Awareness and Conservation e sostenuta in Italia al Parco Natura Viva di Bussolengo – per fermare quest’abitudine molto diffusa soprattutto in Marocco, che insieme alla vendita illegale degli esemplari e alla deforestazione, è causa del declino delle popolazioni di bertuccia (sono meno di 8.000 gli individui che sopravvivono allo stato selvatico e la specie è considerata “minacciata” dalla Lista Rossa dell’Iucn). Con l’hasthag #justsayno, tutti sono invitati a scrivere su un foglio “Non poso con una bertuccia perché..”, postare la foto sui social network e inviarla a info@parconaturaviva.it. Le foto verranno trasmesse al Barbary Macaque, che le utilizzerà rendere ancora più efficace il proprio lavoro di tutela e collaborazione con le autorità marocchine. Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva, ricorda che farsi fare un selfie con una bertuccia “alimenta direttamente il traffico di animali a rischio estinzione ed è necessario rifiutare con fermezza, perché non si diventi complici della scomparsa dell’unica specie di primate che ancora vive a nord del Sahara”. Con una colonia di 13 esemplari di bertuccia, il Parco Natura Viva è in prima linea da anni per le attività di salvaguardia di questa specie e nel 2004 ha accolto un esemplare strappato al traffico illegale.
(PO / red)