Mosca, 1 dic – Si è tenuta ieri, all’ambasciata italiana a Mosca, una lectio magistralis di Sergio Ferrara, uno dei tre fondatori della Teoria della Supergravità, che compie 40 anni in parallelo al centenario della Teoria della Relatività generale, di cui essa è l’estensione. Ferrara, insignito della Medaglia Dirac nel 1993, del Premio Enrico Fermi nel 2005, del Premio Heineman nel 2006 e della Medaglia Amaldi nel 2008, ha anche ricevuto in questi giorni la Medaglia d’Onore del Joint Institute of Nuclear Research di Dubna. L’illustre scienziato – la cui lezione è stata dedicata al tema “L’Eredità di Einstein: interazioni fondamentali e simmetrie dell’universo” – è uno tra i fisici teorici che più hanno contribuito al suo sviluppo nel corso degli ultimi 40 anni, aprendo nuove concezioni nella fisica matematica e nella geometria. Ferrara, salutato da una qualificata presenza del mondo scientifico russo, ha spiegato che il mondo contemporaneo non potrebbe essere quello che è senza la Relatività generale, essendo estese e profondissime le radici della rivoluzione concettuale sottesa dalla teoria einsteiniana. “Il contributo russo alla rivoluzione non euclidea è di primissimo piano – ha poi ricordato nel suo intervento di apertura l’ambasciatore Ragaglini -. Il primo modello di un consistente sistema non euclideo testimoniato nella storia del pensiero è quello iperbolico di Nikolay Lobachevsky, pubblicato nel 1829 sul bollettino dell’Università di Kazan con il titolo ‘Geometria Immaginaria’. Ripreso in forma analitica prima dal grande matematico italiano Eugenio Beltrami, che lo rappresento’ su una superficie in tre dimensioni, e poi dal geniale Henri Poincarè, il piano iperbolico di Lobachevsky è oggi altrettanto fondamentale nell’educazione matematica di ogni studente di facoltà scientifiche quanto il famigliare piano euclideo”. (Com)