Con appena 149 voti favorevoli, ovvero meno della metà dei componenti dell’aula e 91 contrari, il Senato ha rinnovato la fiducia al governo, che era stata posta ieri sul maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl che introduce il reato di omicidio stradale e il reato di lesioni personali stradali. Una approvazione peraltro non definitiva, giacché il maxiemendamento ha raccolto le modifiche effettuate in commissione rendendo necessario un ulteriore passaggio alla Camera: modifiche che si erano rese necessarie secondo il relatore di maggioranza, Cucca, che aveva ravvisato incongruenze nella mancata previsione dell’obbligatorietà dell’arresto in flagranza per il conducente professionale, nell’eliminazione delle attenuanti in caso di concorso di colpa, nella sospensione della patente, che dovrebbe applicarsi anche a chi abbia una licenza di guida non italiana.
AP SI DIVIDE – Ma sono proprio i numeri a preoccupare la maggioranza: quella cifra così bassa, 149, testimonia soprattutto del clima di maretta all’interno di Area Popolare, con i senatori Augello, Compagna, Giovanardi e Quagliariello che votano contro la fiducia, come spiega Giovanardi, “per ragioni di merito e di metodo”. Nello specifico, “nel merito non possiamo votare un provvedimento demagogico, infarcito di svarioni giuridici, che mettono sullo stesso piano chi si pone alla guida ubriaco o drogato, il pirata della strada che procede a velocità folle, con la mamma che porta i bambini a scuola o il neo patentato che non vedono il semaforo rosso, tutti parificati come comportamenti colposi punibili in caso di incidente mortale con pene varianti dagli otto ai diciotto anni di carcere” e nel metodo, cosa che marca una decisa presa di posizione antigovernativa “per l’inaccettabile forzatura di porre fiducia su un testo sbagliato, ammettendone pubblicamente limiti ed incongruenze”.
VOTI A FAVORE – Neanche i verdiniani di Ala votano a favore, mentre il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri esulta perché “finalmente si volta pagina: ci avviciniamo al traguardo, fondamentale, di porre fine all’impunità dei pirati della strada attraverso il rigore e la certezza della pena”. Secondo Ferri “tutte le scelte individuate nel provvedimento mirano a fare chiarezza in quella zona d’ ombra tra colpa cosciente e dolo eventuale, intervenendo con senso di responsabilità e fermezza nell’ ambito delle sanzioni per le violazioni delle norme sulla circolazione stradale. Non c’è stata, in sede parlamentare, alcuna chiusura a recepire una serie di suggerimenti che hanno consentito di apportare ulteriori correttivi e migliorare l’incisività e la coerenza del testo”. (Red – 10 dic)