Un emozionante viaggio a ritroso nel tempo fino a 100 milioni di anni fa, quando i dinosauri regnavano sulla Terra. Fino al 28 febbraio 2016 il padiglione A2.2 del Centro fieristico e congressuale Etnafiere a Etnapolis si trasforma in una giungla del Mesozoico invasa dalle enormi creature della mostra “Days of the Dinosaur”. Dopo aver stupito milioni di visitatori in tutto il mondo e in contemporanea con Napoli, l’esposizione arriva finalmente a Catania al centro fieristico Etnapolis con più di 30 esemplari a grandezza naturale, animati con la sofisticata tecnologia animatronica. Giganti progettati e costruiti fedelmente non solo nell’aspetto, ma anche nei movimenti e nei “comportamenti”, grazie al supporto di un team di paleontologi professionisti. Dinosauri che muovono parti del corpo, occhi, lingua e dita delle zampe con un effetto di eccezionale realismo sullo sfondo di scenari mozzafiato. Giochi di luci, suoni spaventosi e allestimenti vegetali per offrire ai visitatori – abituati agli interessanti, ma statici fossili dei musei tradizionali – un’esperienza straordinaria. Un giardino giurassico “vivo” per incontrare da vicino creature ormai estinte come il Tyrannosaurus rex, l’animale preistorico più celebre al mondo, mentre attacca mortalmente un Triceratopo. E per osservare il Lambeosaurus, famoso per il buffo “becco d’anatra”, o l’Oviraptor, un dinosauro dal becco senza denti, ideale per frantumare uova, o, ancora, il noto Velociraptor, un agile cacciatore dagli artigli affilati pronto a sferrare il suo attacco.
ROMA OMAGGIA DICO’ E LE ICONE DEL CINEMA
Domenica 13 dicembre alle 17 l’Art Gallery Dicò di Via Margutta 55, a Roma, farà da cornice ad una mostra tutta al femminile: Dicò e le icone del cinema. Dicò, l’artista che ha stregato Hollywood, ha voluto riprodurre i volti delle icone di ieri e di oggi, che con la loro bellezza e classe hanno affascinato il pubblico internazionale e hanno fatto la storia del cinema. Dieci opere per dieci grandi attrici: Sofia Loren, Anna Magnani, Angelina Jolie, Penelope Cruz, Marilyn Monroe, Virna Lisi, Claudia Cardinale, Ursula Andress, Brigitte Bardot e Luisa Ranieri. Quest’ultima, che non ha resistito alla voglia di farsi ritrarre dall’amico Dicò, sarà anche madrina dell’evento e sarà presente al vernissage, a cui parteciperanno molti amici e volti noti dello spettacolo. Durante l’evento verranno omaggiate con le opere di Dicò anche Paola Lucisano, responsabile delle produzioni televisive di Italian International Film, e Isabella Rauti, tra i fondatori della onlus Hands Off Women, che da anni si batte perla protezione dei diritti umani e civili delle donne, delle bambine e delle adolescenti.
FORLI’: NEL MONDO DI STEVE MCCURRY
Nella prestigiosa cornice dei Musei di San Domenico a Forlì presenta una selezione delle immagini più famose di Steve McCurry insieme ad alcuni lavori recenti e ad altre foto non ancora pubblicate. Fino al 10 gennaio l’esposizione, attraverso oltre 180 foto, propone un viaggio intorno all’uomo e al nostro tempo, in una inedita declinazione dell’universo femminile, che viene incontro al visitatore con i suoi sguardi e coinvolge con la sua dimensione collettiva, in una sorta di girotondo dove si mescolano età, culture, etnie, che McCurry ha saputo cogliere con straordinaria intensità. Il punto di arrivo è infatti il ritratto della ragazza afgana nel campo profughi di Peshawar, diventato ormai una icona assoluta della fotografia mondiale, ma anche un simbolo della speranza di pace che sembra impossibile in un mondo agitato da guerre ed esodi di massa. La foto è esposta, accanto alla sala dell’Ebe di Canova, insieme ad altri due scatti, uno inedito ed uno realizzato da McCurry a distanza di oltre 17 anni, dopo avere finalmente ritrovata la ragazza, come documentato nel video di National Geographic proiettato in mostra. La mostra comprende inoltre una sezione dedicata alla guerra, alla violenza e alle atrocità che McCurry ha documentato con il suo obiettivo di reporter, allestita in una sorta di vertigine che il visitatore dovrà attraversare per raggiungere un ulteriore ambiente, dove vincerà la poesia, l’accoglienza, la pace e dove le donne saranno ancora protagoniste.
L’ARTE DELLE NUOVE GENERAZIONI A CONFRONTO
C’è tempo fino al 10 gennaio per visitare a Palazzo Sforza Cesarini di Genzano di Roma, la rassegna d’arte contemporanea “GenerAzioni a Confronto”. L’iniziativa, a cura di Giorgio Di Genova con la collaborazione di Paolo Viterbini e Walter Necci, è promossa dall’Associazione Culturale Artinarte, con il patrocinio del comune di Genzano, in collaborazione con la galleria Vittoria di Roma. Le opere proposte sono quelle realizzate dall’anno 2000 al 2015 da un ventaglio di artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Dai centotrenta partecipanti si può intravedere il risultato della continua ricerca che porta ad individuare le linee di espressione del nuovo secolo. Il confronto tra generazioni diverse, in questo ambito, offre al pubblico l’epifania dei linguaggi dei dipinti, delle sculture e delle installazioni, che provengono da culture e da luoghi differenti. La presenza di artisti di fama internazionale riconosciuta, quali Alba Gonzales, Roberta Buttini, Antonio Fiore, Rosario Genovese, Renzo Eusebi dimostra il peso di questa rassegna che Giorgio Di Genova ha curato con l’intento di creare un momento di aggregazione che dovrà divenire evento abituale e riferimento di particolare importanza fuori dal circuito dei luoghi istituzionali di Roma città, dove le continue manifestazioni spesso si accavallano e qualche volta si annullano.
TORINO: OMAGGIO AL DIVISIONISMO
Il Museo Accorsi. Ometto di Torino presenta, fino al 10 gennaio, la mostra “Divisionismo tra Torino e Milano” che intende esplorare, attraverso 46 opere, i percorsi del Divisionismo partendo dall’epicentro della pittura divisa italiana: il Piemonte e la Lombardia. Il Divisionismo, che ebbe il suo varo ufficiale con la Prima Triennale di Milano del 1891 e si protrasse fino a tutti gli anni Venti del Novecento, è stato un movimento fondamentale per la vita artistica e per la cultura italiana. L’importanza dello studio della luce e il ricorso ai colori puri, stesi in tessiture a puntini e filamenti, erano gli elementi che tracciavano la reazione al realismo in direzione simbolista e socio-umanitaria. La mostra concentra l’attenzione sui protagonisti consacrati della “pittura divisa”, di origine o formazione piemontese e lombarda, protagonisti emblematici della sperimentazione pittorica luminosa: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, Gaetano Previati, Vittore Grubicy de Dragon, Emilio Longoni, Matteo Olivero, Carlo Fornara, Giovanni Sottocornola, Cesare Maggi, Achille Tominetti, Andrea Tavernier, Giovanni Battista Ciolina, Giuseppe Cominetti, Angelo Barabino. All’ingresso del secolo nuovo, accanto ai maestri ormai storicizzati, si affiancano pittori di più giovane generazione, affascinati dalla pittura di Segantini e di Previati, e che crearono le basi per la futura poetica incentrata sulla luce e sul movimento: i futuri Futuristi, come Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Leonardo Dudreville, promettenti autori legati per nascita o per formazione alla storia artistica piemontese e lombarda del tempo.