Pisa, 15 dic – “Donne e prassi politica. Un modello alternativo?” è il titolo del convegno che si tiene oggi all’Università di Pisa, organizzato dall’ateneo toscano con l’Universidad Complutense, di Madrid, il Ministerio de Economía y Competitividad de Espana, Escuela Espanola de Historia y Arqueologia a Roma, del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas spagnolo, di NavLab – Laboratorio di Storia marittima e navale dell’Università di Genova e del Centro interuniversitario di ricerca di storia marittima e navale. Il congresso nasce dalla volontà di condurre un’analisi nello studio delle élite europee di età moderna, tra ‘500 e ‘700, presentando i risultati emersi da un progetto internazionale spagnolo e di alcune tra le più interessanti ricerche sul tema attualmente in corso in ambito italiano ed europeo. In particolar modo, a confronto i processi di assimilazione che caratterizzarono le nuove oligarchie economiche, mercantili e religiose all’interno delle più antiche reti nobiliari transnazionali; e si soffermerà l’attenzione su quali furono le specifiche prassi formali ed informali adottate dalle nobildonne in differenti ambiti del potere politico. Infine, si esaminerà quale influenza i cambiamenti dinastici, così come altre significative congiunture storico-istituzionali, ebbero sui modelli e sui comportamenti delle nobiltà cortigiane, e in che modo tali trasformazioni interagirono con le reti di potere che vennero via via a costituirsi. Grazie ai casi di studio che saranno presentati si individueranno i modelli comportamentali, tra elementi comuni e differenze, che caratterizzarono le dinamiche di affermazione socio-politiche di questa nuova nobiltà europea, tanto di quella cittadina quanto di quella cortigiana, avanzando nuove ipotesi interpretative per ricostruire la storia politica ed istituzionale delle élite. (PO / Com)