Roma, 22 dic – L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha presentato in questi giorni, presso l’Ambasciata Italiana e la sede della World Bank a Washington DC, le attività svolte nell’ambito del progetto PON01-02710 Massimo finanziato dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la salvaguardia dei Beni Culturali in aree sismiche, illustrando l’architettura infrastrutturale, il relativo sistema di monitoraggio e i principali risultati tecnico-scientifici ottenuti sui dimostratori individuati dalla Regione Calabria. Ai due workshop hanno partecipato rappresentanti dell’Ingv, dell’Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo economico sostenibile (Enea), dell’Università della Calabria, oltre ad agenzie federali come United States Geological Survey (Usgs), Smithsonian Institution, Library of Congress, agenzie americana per la cooperazione allo sviluppo (Usaid) National Gallery, con diverse Università e Centri di Ricerca americani. “L’evento – spiega Maria Fabrizia Buongiorno, ricercatrice dell’Ingv e responsabile scientifica del progetto – è stato organizzato con il duplice obiettivo di presentare le capacità tecniche sviluppate dagli istituti di ricerca italiani e, contestualmente, instaurare un dialogo e un confronto operativo con le istituzioni americane sulle possibili sinergie per affrontare la complessità delle sfide tecnologiche necessarie a migliorare il monitoraggio dell’ambiente urbano, ponendo particolare attenzione alla sorveglianza, sicurezza e salvaguardia delle aree urbane e delle infrastrutture critiche (come i beni culturali)”. (Red)