(22 dicembre 2015) Nel 2014 l’indice di internazionalizzazione del Piemonte ha manifestato una dinamica positiva, con una crescita complessiva del 4% rispetto all’anno precedente: è quanto emerge dalle analisi di Unioncamere Piemonte, che ha sintetizzato in un unico indice di internazionalizzazione del Piemonte i numerosi tasselli che concorrono a misurare il livello di internazionalizzazione della regione, con l’obiettivo di verificarne l’evoluzione nel tempo e di effettuare confronti territoriali con altre realtà regionali di riferimento. L’incremento complessivo è scaturito dall’ottima performance esibita dall’indice di internazionalizzazione economica, cresciuto del 5%, e dalla crescita più contenuta manifestata dalla componente sociale (+1%). “Il Piemonte conferma ancora una volta la sua vocazione all’internazionalizzazione, mostrando un’apertura verso l’estero superiore alla media italiana. A dispetto delle difficoltà congiunturali degli ultimi anni, la nostra regione ha infatti accresciuto la sua capacità di attrarre capitale sia umano che economico, con un incremento degli investimenti diretti esteri e della presenza di studenti stranieri nei suoi quattro Atenei. Le politiche di internazionalizzazione messe in campo dagli attori regionali e dal Sistema camerale in questi anni continuano quindi a dare i loro frutti, a vantaggio delle imprese e del territorio nel suo complesso – commenta Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte -. Il Piemonte si conferma locomotiva d’Italia anche sul fronte dell’export, cresciuto dell’8,7% nei primi nove mesi del 2015, a testimonianza della competitività del nostro ‘Made in’ sui mercati esteri e della necessità di continuare a tutelare e valorizzare le nostre produzioni con misure ad hoc”. Nei primi nove mesi del 2015, il valore delle esportazioni piemontesi ha raggiunto i 34,2 miliardi di euro, registrando un aumento dell’8,7% rispetto allo stesso periodo del 2014, crescita d’intensità doppia rispetto a quella concretizzata a livello complessivo nazionale (+4,2%). Valutando le singole variazioni trimestrali, si rileva come alla crescita del 5,5% del periodo gennaio-marzo 2015 abbiano fatto seguito incrementi tendenziali più intensi nel II e III trimestre 2015, pari, rispettivamente, a +13,6% e +6,9%. Tra le principali regioni esportatrici, il Piemonte è quella che ha fatto registrare la performance migliore: il valore delle esportazioni della Lombardia è risultato in crescita del 2,1%, il Veneto ha concretizzato un incremento del 5,8% e l’Emilia Romagna ha evidenziato un aumento delle vendite oltre confine del 3,9%. Le esportazioni piemontesi rappresentano Oggi l’11,1% di quelle nazionali, quota in aumento rispetto al periodo gennaio-settembre 2014 (10,7%). (Red)