(7 gennaio 2016) L’89% degli arabi è contrario al cosiddetto stato islamico, ma forse la notizia è che l’11% è favorevole. E’ il risultato del più ampio sondaggio mai realizzato in Medio Oriente e Africa, con oltre 18 mila intervistati in 12 paesi. Il dato per così dire consolante del sondaggio, pubblicato alla vigilia di Natale dallo Spiegel, è che la percentuale di contrari all’Isis cresce fino a sfiorare la totalità in quei paesi che l’Isis lo conoscono bene perché ne sono vittime, come Libano, Giordania e Iraq. Ma in Mauritania è schierato con il Califfo il 75% della popolazione.
Uno dei dati più impressionanti è che il 23 per cento degli intervistati lascerebbe volentieri la propria terra se solo potesse. I motivi sono diversi: i giordani vorrebbero andarsene per ragioni economiche, gli iracheni per poter vivere in sicurezza, lontani da autobombe e kamikaze. Quasi un intervistato su tre vive in povertà.
Il 65% individua il nemico negli Stati Uniti, il 62% nell’Iran, il 54 nella Russia. Piace invece a quasi il 60% degli arabi la politica estera della Turchia.
In linea di principio, il 71% ritiene che l’Islam sia compatibile von la democrazia, ma solo una minoranza pensa che il proprio paese sia pronto per il grande salto. L’87% si professa credente, uno su quattro “molto osservante”. E tuttavia la maggioranza degli arabi, oltre il 52%, si dice favorevole alla separazione tra stato e religione.
E’ forse questo il dato più significativo, insieme all’altro che, pesa come un macigno sulle prospettive di una composizione dei conflitti mediorientali: in assenza di una soluzione della questione palestinese, l’85% degli arabi si dichiara contrario al riconoscimento dello stato d’Israele.