Roma, 22 gen – “Non c’è una debolezza specifica delle banche italiane. Solo che quando un Paese esce da un lungo periodo di recessione deve fare uno sforzo maggiore per far capire che è stabile e resistente. Bisogna faticare di più”. Lo afferma Angel Gurria, numero uno dell’Ocse, in una intervista a Repubblica. E sostiene che “non c’è un attacco all’Italia. Le vostre banche sono esposte agli stessi rischi di quelle europee. Solo che i mercati hanno bisogno di più tempo per capirlo perché quando un paese esce da una lunga crisi deve fare uno sforzo maggiore per lanciare un messaggio rassicurante. Ci vuole più voce, diciamo così”, “quel che conta davvero è che oggi c’è una capitalizzazione maggiore degli istituti e il sistema è più forte. Ripeto: non esiste un caso Italia. Quando c’è una turbolenza, e questa attuale impatta sul mondo intero, le sue conseguenze si amplificano nei paesi dove grande è stato il consolidamento. L’Italia è uno di quei paesi”. E infine dà un consiglio al governo Renzi: “Riforme, riforme e ancora riforme. E verifica puntuale del loro funzionamento. Se vede che non vanno, allora ci vuole la riforma della riforma. L’Italia ha già fatto sforzi enormi di trasformazione. Deve solo continuare”.
(red)