“Un sincero augurio per questa celebrazione che unisce popoli e culture attorno all’idea di ‘nazione’, aperta e solidale, alla cui costruzione ha contribuito in maniera profonda anche la comunità italo-australiana. Una comunità in rapido mutamento e crescita che riconosce all’Australia il merito di offrire opportunità, di essere un paese avanzato economicamente e culturalmente e di riconoscersi in una comunità mondiale di valori e ideali condivisi”. Così Marco Fedi, deputato eletto all’estero del Pd, presidente del Gruppo InterParlamentare di amicizia Italia-Australia in occasione dell’Australia Day: la festa nazionale ufficiale dell’Australia che si celebra il 26 gennaio. La festa ricorda lo sbarco della First Fleet nella Baia di Sydney, avvenuto il 26 gennaio del 1788.
“Una festa nazionale rappresenta il momento celebrativo della formazione di una nazione, l’occasione in cui si esaltano valori e tradizioni proiettandoli nel futuro. In questo senso, l’Australia Day, è una delle celebrazioni più emblematiche che si possano raccontare. Emblematica per la storia che ne ha contraddistinto i passaggi, dalla colonizzazione al riconoscimento della condizione delle popolazioni aborigene fino alla politica della riconciliazione; per la sua storia di paese sconfinato che fa del suo spazio fisico la metafora della frontiera; per la sua capacità di accogliere popoli e culture; per le Citizenship Ceremonies, che assumono grande importanza proprio nel giorno della festa nazionale; per l’’immigrazione italiana che ha svolto un ruolo importante nella formazione di questa nazione e per l’Australia che ha saputo offrire opportunità ai tanti connazionali che hanno deciso di legare il loro futuro a questa terra”. Le celebrazioni del 26 gennaio – conclude Fedi – rappresentano sempre più un’occasione per rafforzare i legami comunitari, per rendere più forti le scelte multiculturali e per rinnovare l’impegno per la crescita economica e lo sviluppo sociale. Un sincero augurio al popolo australiano, nel lavoro comune per la pace e la sicurezza, per la crescita economica e sociale, per la tutela dei diritti umani e dei diritti civili”. (25 gen – red)
