Roma, 25 gen – “Il fatto che Rohani abbia confermato l’Italia come prima visita europea indica che siamo un partner privilegiato”. Lo afferma la vicepresidente di Confindustria, Licia Mattioli, in una intervista al Quotidiano Nazionale, nella quale si dice certa che l’Italia avrà un ruolo di primo piano nell’Iran post sanzioni. E che non teme rivali nemmeno i francesi, che hanno già siglato accordi con Teheran. Sottolinea quindi che “il settore più colpito è stato quello della meccanica strumentale, che rappresenta oltre la metà dell’export italiano in Iran e ha perso 11 miliardi. Anche se ci vorrà tempo per tornare ai livelli di export precedenti alle sanzioni, stime attendibili indicano la possibilità di recuperare circa 3 miliardi nei prossimi due anni. Non ripartiamo da zero: non abbiamo mai lasciato l’Iran, anche quando non si poteva fare business, e questo ci viene riconosciuto”, “domani circa 500 imprenditori incontreranno le controparti iraniane in quattro tavoli di settore: oil&gas, infrastrutture, industria e agricoltura”. E nota che “per quanto riguarda l’automotive, l’Iran punta a incrementare la produzione di due milioni di autovetture all’anno. Quindi, non ci spaventiamo: c’è già stato un primo scambio con la nostra filiera e altri ce ne saranno”. Poi c’è il settore oil&gas: “Sono grandi produttori di petrolio ma devono rinnovare le infrastrutture legate alle filiera, e qui la partita se la giocano anche molte piccole e medie imprese”. Evidenzia anche l’importanza del comparto rinnovabili “dove abbiamo eccellenze e know how”. Infine sottolinea: “Organizziamo incontri BtoB, portiamo le aziende nei ministeri. Confindustria, Ice e Mise sono una sorta di ufficio export per le pmi. Ora serve un cambio di marcia sul credito con la creazione di una Export-Import Bank che offra pacchetti finanziari e assicurativi per le imprese che operano sui mercati internazionali”.