Trento, 5 feb – Energia elettrica a richiesta. Da produrre quando serva. Ma che si possa anche immagazzinare o condividere con altri quando se ne abbia a disposizione più del necessario. È lo scenario nel quale sempre di più si troveranno a operare i nuovi professionisti dell’energia e altre figure a vario titolo coinvolte in attività di progettazione e di riqualificazione. Venticinque di loro sono stati ammessi alla Ieee Sfes 2016 (School on Future Energy Systems), seconda edizione della scuola sui sistemi di energia del futuro. Oggi, 5 febbraio, si concludono i lavori aperti lunedì scorso. I partecipanti, provenienti in prevalenza dall’Italia, tredici dall’area dell’Euregio, sono studenti e giovani ricercatori o professionisti. In questi giorni hanno avuto la possibilità di approfondire con dieci tra i maggiori esperti internazionali del settore alcune delle tecnologie innovative per migliorare l’affidabilità e l’efficienza nella produzione di energia elettrica. “La tematica affrontata quest’anno dalla Scuola – chiarisce David Macii, professore del Dipartimento di Ingegneria industriale e componente del comitato organizzatore – riguarda l’efficienza energetica e l’affidabilità. A tale proposito è opportuno ricordare che la Scuola si configura come parte della IEEE Smart Cities Initative, di cui la città di Trento è parte integrante. Infatti le tecnologie per il miglioramento dell’uso dell’energia sono centrali per lo sviluppo delle città del futuro”. (Com)