Roma, 5 feb – Dopo la vittoria dello scorso anno a Bangkok, come “Best puppet musical cabaret award” all’Harmony world puppet carnival (il più importante festival di marionette e burattini al mondo), quest’anno la compagnia del Teatro Verde di Roma rappresenterà l’Italia in India, alla 14.ma edizione dell’Ishara International Puppet Festival insieme ad altre otto compagnie provenienti da Egitto, Iran, Stati Uniti, Afghanistan, Russia, Svezia. Svizzera e India. Il Festival, che si svolge nelle tre città di New Delhi, Guargaon e Chandigarh, da oggi al 12 febbraio, vede in scena Bravo, Bravissimo! di Andrea Calabretta, con la regia di Francesco Mattioni e la direzione artistica di Veronica Olmi (con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi e il patrocinio di Unima Italia (Union international de la marionnette). Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra il Teatro Verde e il Teatro Pirata di Jesi, due compagnie storiche tra le più antiche del panorama del teatro di figura e del teatro ragazzi italiano. Il Teatro Verde, in particolare, celebra quest’anno i 36 anni di compagnia e i 30 anni della stagione teatrale – Premio Maria Signorelli per il teatro. Un bel modo, quindi, per festeggiare: tornando in India – dopo tanti anni e tanti spettacoli in tutti i continenti – grazie all’invito del direttore del festival Ishara Dadi Pudumjee, che considera il lavoro e la storia della compagnia romana un’eccellenza italiana da far conoscere in tutto il mondo. Un degno riconoscimento al Teatro di figura italiano, un’arte e un patrimonio tra i più vasti e preziosi al mondo tutelato grazie alla Rete degli Archivi Unima Italia candidata (e in attesa di responso) al “Registro Unesco della Memoria del Mondo”. La Rete degli Archivi Unima del Teatro di Figura comprende numerose collezioni, musei, raccolte, archivi, appartenenti a Compagnie e Teatri e a famiglie storiche di burattinai (Colla, Signorelli, Podrecca, Cuticchio, Monticelli, Sarzi…) e conta migliaia di elementi tra burattini, marionette, fantocci, ombre, pupazzi, oltre ad attrezzi di scena, armature, vestiti, accessori, scene, fondali, copioni, canovacci, cataloghi, articoli, libri, ecc… Un patrimonio di immenso valore, che raccoglie oltre 100mila reperti (che risalgono fino al XVII secolo), molti dei quali prendono vita negli spettacoli ancora oggi in scena e rappresentano una memoria antica, ricca e preziosa, ma soprattutto viva, grazie all’arte e al mestiere di burattinai, marionettisti e operanti, che ogni giorno vanno in scena per migliaia di adulti e bambini e che per questo meriterebbe più considerazione, più sostegno e più tutela da parte delle Istituzioni.
(red)