Bari, 11 feb – L’insufficienza renale rappresenta un’emergenza globale e i pazienti affetti da questa malattia sono in crescita in tutto il mondo. In particolare, l’insufficienza renale acuta porta a un rapido peggioramento delle funzioni del rene e può determinare l’inizio della dialisi. Un gruppo di giovani ricercatori della sezione di Nefrologia dell’Università di Bari, Giuseppe Castellano e Angelica Intini, guidati da Loreto Gesualdo, hanno dimostrato che si può proteggere il rene da questo danno con l’utilizzo di un nuovo farmaco, il C1-inibitore ricombinante, bloccando in maniera efficace il sistema del Complemento. Grazie all’utilizzo del C1-inibitore, è preservata la produzione di una proteina chiave, denominata Klotho, dal nome di una delle tre Moire (o Parche), le tre divinità che presiedevano al destino dell’uomo nella mitologia greca. Klotho è fondamentale per proteggere il rene dall’invecchiamento precoce, regolando le funzioni dell’apparato cardiovascolare e del sistema nervoso centrale. La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista “American Journal of Transplantation” ed apre nuovi orizzonti per la terapia dell’insufficienza renale acuta e per la protezione del rene trapiantato. (Com)