“Un giorno ti dirò che ho rinunciato alla mia felicità per te. E tu riderai, riderai, tu riderai di me”. E’ un dialogo immaginario tra un padre e una figlia la canzone vincitrice della 66esima edizione del festival di Sanremo. La vittoria è andata a un gruppo storico del panorama musicale italiano: gli Stadio, ovvero Andrea Fornilli, Roberto Drovandi, Giovanni Pezzolli e Gaetano Curreri. La loro “Un giorno mi dirai” è piaciuta: è una intensa ballad pop rock che però lo scorso anno non era riuscita ad arrivare sul palco dell’Ariston, scartata dal direttore artistico Carlo Conti. “Sì. Avevamo presentato questo pezzo, con lo stesso testo. Ma la canzone non aveva ancora questo suono. Il nostro suono. Meglio essere tornati quest’anno. Oggi ‘Un giorno mi dirai’ ha un suono che ci rappresenta, che rappresenta una vera band. Quel provino andò male ma si trattava di un’altra canzone”. A convincere pubblico e critica è stata forse anche l’interpretazione particolarmente sentita di Curreri: “Questa vittoria è stata un coronamento della nostra carriera, ce la meritiamo”. Ma la vittoria è anche un’occasione per fare un bilancio: “In questi anni ne abbiamo passate tante e abbiamo mandato giù molti magoni. La nostra è una storia lunga: abbiamo alle spalle 30 anni di carriera. Certo abbiamo fatto anche molti errori ma abbiamo sempre cercato di fare musica pensando alla qualità”.
“SIAMO INNAMORATI DELLA MUSICA” “Con la serata delle cover abbiamo acquistato un po’ di autostima – spiegano gli Stadio in sala stampa pochi minuti dopo la proclamazione – dopo giovedì – aggiungono – siamo tornati ad essere gli Stadio. La prima sera eravamo un po’ intimiditi dal palco in più io – dice Curreri – ho avuto dei problemi tecnici. Dedichiamo questa vittoria al nostro staff e alla nostra famiglia”. Finita l’esperienza sanremese gli Stadio pensano al disco e al tour: “Da domani cominciamo a fare concerti: noi viviamo di quello, di palco, dell’affetto che ci trasmette il nostro pubblico”. “Siamo semplicemente un gruppo che vuole fare della bella musica – spiega Curreri – nella musica non bisogna essere egoisti. Bisogna saper lavorare anche con altri artisti: con Noemi ad esempio ho realizzato un disco fantastico. Credo che la musica è la mia benzina, è la mia forza. Non posso vivere senza musica”. A chi chiede se la vittoria sia stata influenzata da un pubblico più agée gli Stadio rispondono: “Non è così. Ci seguono anche i giovani che vedono in noi una band vera che fa musica vera. E che scrive pezzi per altri artisti. Noi siamo innamorati profondamente della musica. La musica è la nostra vita. In qusti anni abbiamo imparato a guardarci indietro proiettandoci però in avanti. La nostalgia, la memoria hanno un valore sì. Ma non devono mai trasformarsi in malinconia”. Sanremo 2016 ha segnato la quinta volta in gara per gli Stadio ma non per Gaetano Curreri che vanta ulteriori successi, come autore in coppia con Vasco Rossi. Memorabile nel 1997 il ritorno di Patty Pravo con “E dimmi che non vuoi morire” e, nel 2000, con Irene Grandi con la canzone “La tua ragazza sempre”. Infine Curreri lancia un appello: “La musica italiana va conservata, curata e amata” e a proposito di amore aggiunge: “La legge sulle unioni civile deve essere approvata il prima possibile. Non indossare un nastro colorato non significa pensarla diversamente”. Gli Stadio non hanno ancora deciso se rappresenteranno o meno l’Italia all’Eurovision: “Nel caso decidessimo di non andare scriveremo una bella canzone per Francesca”. E la Michielin ammette: “Partecipare all’Eurovision è davvero il mio sogno più grande”.
SECONDO POSTO PER MICHIELIN E’ Francesca Michielin con “Nessun grado di separazione” a conquistare invece il secondo posto: “Devo ringraziare la mia squadra di lavoro. Condividere il podio con realtà giovani come Cacamo e Iurato e insieme anche a un gruppo storico importante come gli Stadio per me è una gioia immensa. Conti – aggiunge la giovane cantautrice – ha fatto un’ottima scelta. Il cast era bello, le canzoni varie. C’è stata dietro una grande ricerca: ho stimato Conti non solo come artista ma anche come spettatrice”. Sulla sua partecipazione al festiva aggiunge: “Quattro anni fa ho vinto x-Factor: ci ho messo quattro anni prima di proporre un brano perché Sanremo è il tempio della musica italiana. Il mio testo canta l’amore ma l’amore è inteso come forza vitale. Sul palco ho sentito di voler mandare un messaggio: mi sentivo in uno stato di grande condivisione con il pubblico e mi sono stimata come interprete e cantautrice. So che ho solo venti anni – conclude – e sono all’inizio di tutto ma questa esperienza ha rappresentato per me una grande crescita. Sono felice di come ho affrontato questa settimana: mi sono regalata al pubblico”. “Ho trovato geniali Elio e le storie tese – aggiunge – da casa li avrei votati”.
TERZO POSTO PER IURATO E CACCAMO Terzo posto per Giovanni Caccamo e Deborah Iurato con il brano dal titolo “Via da qui”. “Per noi è una grande gioia. Oltre ogni aspettativa. Ringraziamo tutti di cuore. Ci siamo messi al servizio della musica. Per noi questo terzo posto è un inizio. La vittoria degli Stadio è il segno che l’Italia ha una grande tradizione e un forte cantautorato che va valorizzato” ha detto Caccamo in sala stampa. “E’ una cosa pazzesca. Ho venti anni e arrivare sul podio con artisti così grandi come gli Stadio è una grande soddisfazione. Sono onorata di aver condiviso il palco con loro: una colonna portante della storia della musica italiana. Noi giovani abbiamo tanto da imparare, la strada è ancora tanto lunga” ha detto l’ex vincitrice di “Amici”.
LA SERATA FINALE Grandi ospiti sul palco del festival: da Roberto Bolle a Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni (insieme a Conti saranno il 5 settembre all’Arena di Verona) passando per la regina delle sigle dei cartoni animati Cristina D’Avena e Willy William, dj e produttore franco-giamaicano. Senza dimenticare il collegamento con il Volo da New York. A scaldare la sala stampa, e non solo, l’arrivo di Renato Zero che ha presentato il suo nuovo singolo “Gli anni miei raccontami”. “E’ un anno e mezzo che non mi facevo vivo su queste ‘tavole’ . Avevo una tachicardia tremenda!” ha ammesso il cantante romano che ha proposto al pubblico di Sanremo “briciole” dei suoi più grandi successi: da Favola mia a Più su ad Amico, da Nei giardini che nessuno sa a Cercami, da Il Cielo a I migliori anni della nostra vita fino a Triangolo e Mi vendo. Zero ha ringraziato il pubblico (“cosa sarei senza di voi?”) e anche chi un tempo “lo guardava con diffidenza”. “E’ bello oggi essere Renato Zero e avervi avuto vicini – ha detto dal palco del Festival – e diventare indissolubili in tutti questi anni”. Poi un invito alle istituzioni: “La musica deve essere insegnata a scuola, ai bambini. La musica è un impegno sociale”. “Renato Zero – ha concluso – negli ultimi anni si è messo un po’ da parte per fare spazio a Renato Fiacchini”. Poi il classico e immancabile saluto: “Grazie di esistere, non dimenticatemi”. A Sanremo è approdato anche Beppe Fiorello che ha presentato la sua nuova fiction “Io non mi arrendo”, che andrà in onda lunedì 15 febbraio su Rai1.
I PREMI Patty Pravo con “Cieli Immensi” ha vinto il premio della Critica intitolato a Mia Martini (sezione Campioni) mentre gli Stadio hanno vinto anche il premio Sala Stampa Radio tv web “Lucio Dalla” (sezione Campioni). “Grazie a tutti. Voglio dedicare questo premio a Curreri e ai ragazzi perché li amo. Amo chi ha scritto ‘E dimmi che non vuoi morire’ con Vasco” ha detto Patty Pravo che ha aggiunto: “Sono felice che abbiano vinto loro”.
(Gil. 14 feb)