Il fulcro concettuale della mostra che la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea dedica al 70enne artista romano Pablo Echaurren, fino al 3 aprile, è rappresentato dall’impegno politico che connota la sua ricerca. La mostra mette in luce l’avanguardistico contributo al pensiero contemporaneo dell’artista, pittore ad appena 18 anni, con un precoce riconoscimento dal gallerista Arturo Schwarz, “patron” del dada-surrealismo. Il percorso espositivo presenta oltre 200 opere tra cui i celebri “quadratini” degli anni Settanta – dove l’immagine risulta frammentata e inscritta in minuscoli riquadri dentellati come francobolli – e disegni e collage (qui esposti per la prima volta) legati all’esperienza dei cosiddetti “Indiani metropolitani”. Seguono una serie di grandi tele degli anni Ottanta e Novanta, che fanno i conti con gli eventi contemporanei e con la problematica ambientale, e alcuni collage degli anni Novanta composti con manifesti politici e pubblicitari. La mostra illustra anche le più recenti “pitture da muro”, che creano un nuovo alfabeto simbolico e “Decomposizioni floreali”.
ROMA: REPERTI ARCHEOLOGICI SEQUESTRATI
“Symbola. Il Potere dei Simboli”, fino al 15 aprile a Roma, allo Stadio di Domiziano, è quello di divulgare il mondo immaginifico classico nei suoi diversi aspetti e ambiti di produzione e fruizione attraverso il simbolo. Il materiale espositivo proviene da sequestri effettuati dalle Fiamme Gialle e detenuto nei caveaux giudiziari del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza. La mostra è organizzata dall’associazione culturale Vicus Italicus in collaborazione il Nucleo di Polizia Tributaria Roma della Guardia di Finanza (al cui interno ha operato fin dal 1916 un’articolazione deputata alla tutela del patrimonio archeologico). La maggior parte delle opere esposte è inedita e verrà studiata e presentata al pubblico per la prima volta. Il percorso espositivo è diviso in sezioni che abbracciano tre aspetti della società antica, con oggetti-simbolo che vanno dal IX sec. a.C. al IV sec. d.C.: società e istituzioni pubbliche; religione e ritualità; ambito funerario. Vista la concomitanza con l’Expo, un settore speciale della mostra è dedicato all’alimentazione nel mondo antico e al valore simbolico di attributi e immagini legati al cibo e al simposio. L’esposizione è ospitata all’interno della suggestiva area archeologica dello Stadio di Domiziano dove le imponenti strutture antiche fanno da cornice al percorso espositivo, che si avvale di apparati didattici e di supporti audiovisivi.
TOKYO: GLI UFFIZI IN TOUR VIRTUALE
Un tour virtuale per conoscere gli Uffizi di Firenze. La sala esposizioni dell’Istituto italiano di cultura di Tokyo ospita, fino al 13 marzo, una mostra interattiva che ripercorrerà le stanze del palazzo fiorentino, svelando affreschi e capolavori maestosi, proposti al pubblico giapponese attraverso riproduzioni realizzate da Hitachi Ltd. L’esposizione è organizzata dall’Iic, dall’Ambasciata d’Italia a Tokyo e dall’Università di Firenze, con il patrocinio del quotidiano giapponese Asahi Shimbun e in collaborazione con il National Institute of Information and Communications Technology. Tra le opere riprodotte, “La Battaglia di San Romano” di Paolo Uccello, “La Primavera” di Sandro Botticelli, “L’Adorazione dei Magi” di Leonardo e “Scudo con testa di Medusa” di Caravaggio. Contributi audio e video approfondiranno la descrizione e sarà possibile interagire con le opere attraverso dei touch screen.
FIRENZE: BIXIO, IL RE DEL VARIETA’
Mamma, Parlami d’amore Mariù, Vivere sono delle vere e proprie pietre miliari della musica e della canzone italiane, conosciute in tutto il mondo. Tra i tanti successi del compositore Cesare Andrea Bixio (1896-1978) anche Madonna Fiorentina, dedicata proprio alla città di Firenze. Fino al 2 aprile è allestita a Firenze la mostra “C.A. Bixio – Musica e Cinema nel ‘900 italiano”, promossa dalla Città Metropolitana di Firenze e voluta dal sindaco Dario Nardella, nella Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi. “Mio padre – dichiara Franco Bixio, figlio del compositore e organizzatore della mostra insieme al fratello Andrea Bixio e a Giuseppe Pasquali, con il coordinamento di Renato Marengo – ha scritto le musiche per i Varietà più importanti del suo tempo. Amava seguire gli spettacoli per i quali componeva per constatare personalmente l’impatto che le sue canzoni avevano sul pubblico. Proprio in uno dei suoi tanti viaggi, dopo teatro, in una fiaschetteria di Firenze scopre la voce di Carlo Buti, per il quale compone proprio Madonna Fiorentina, contribuendo così in modo decisivo al successo dell’interprete”.
BRESCIA: LO “SPLENDORE DI VENEZIA”
Dopo il grande successo di pubblico e di critica della mostra Il Cibo nell’arte, fino al 12 giugno, Palazzo Martinengo di Brescia ospita un nuovo appuntamento espositivo, promosso dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, che celebrerà la città italiana che più di ogni altra è stata, ed è ancora oggi, un mito intramontabile nell’immaginario collettivo, sotto il titolo “Lo splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell’Ottocento”. La rassegna, curata da Davide Dotti, presenta oltre cento capolavori, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere, di Canaletto, Bellotto, Guardi e dei più importanti vedutisti del XVIII e XIX secolo, per dimostrare come questo filone iconografico, passato alla storia col nome di Vedutismo, non si sia esaurito con la fine della Repubblica di Venezia, ma proseguì anche durante l’intero corso dell’Ottocento.