Roma, 19 feb – “Non darei un valore esagerato al battibecco al Senato tra Monti e il premier né a tutti i battibecchi delle ultime settimane”, “non credo che Renzi venga percepito fuori dai confini come uno ‘sfascia-Ue’”. Lo afferma Franco Frattini, ex ministro degli Esteri ed ex commissario Ue, in una intervista ad Avvenire. E aggiunge: “Credo che Roma abbia fatto i passi giusti. Gentiloni è stato il primo a scrivere una lettera insieme al suo collega britannico sul futuro dell’Ue. La Farnesina inoltre ha promosso un tavolo tra i Paesi fondatori, per recuperare ‘lo spirito delle origini’. E il nostro premier ha sostenuto Cameron in richieste sacrosante: meno direttive sulle dimensioni delle vongole, più poteri ai Parlamenti nazionali per esercitare la loro sovranità, meno burocrazia. E poi credo che Roma condivida l’approccio dei due cerchi concentrici: il cerchio dei Paesi dell’Eurozona, che condivide le scelte di politica monetaria; e il cerchio più ampio dei 28, che assumono insieme scelte che richiedono una condivisione più ampia, come per l’immigrazione”. Quindi sostiene che “l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue è un danno innanzitutto per loro”. E sulle posizioni dell’Italia aggiunge: “Talvolta ‘meglio soli che male accompagnati’. Se la nostra compagnia devono essere quelli di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia), quelli che vogliono muri e filo spinato, allora meglio difendere i nostri interessi senza reti. Siamo la terza economia dell’Ue, siamo un Paese fondatore, abbiamo tutto il peso necessario per sostenere le nostre posizioni”.
(red)