La Valletta, 26 feb – Serata di grandissima partecipazione lo scorso 18 febbraio alla conferenza di Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura a La Valletta. L’evento e’ stato aperto dall’intervento di saluto del Direttore dell’Istituto, Salvatore Schirmo, il quale ha ricordato l’importanza di rafforzare ulteriormente il legame fra la cultura italiana e quella maltese attraverso il linguaggio universale dell’arte e soprattutto attraverso l’eccellenza del restauro italiano che nel mondo, e particolarmente a Malta, fa ancora scuola. Ha poi preso la parola il Soprintendente Ciatti, che vanta una trentennale esperienza nel campo del restauro, per un viaggio virtuale attraverso la storia dell’Opificio fiorentino, dalla sua fondazione per volere di Ferdinando I de’ Medici, alla sua attuale configurazione di Istituto Centrale del MiBact dedicato alla conservazione delle opere d’arte, alla ricerca applicata al restauro ed alla formazione che da’ accesso al diploma di laurea magistrale. L’intervento del prof. Ciatti e’ stato completato dalla proiezione di immagini degli ambienti dell’Opificio e delle sue principali attivita’ nonche’ dei numerosi interventi di restauro delle opere d’arte trattati nel tempo. L’Istituto di Cultura ha fatto coincidere l’evento con il ventennale del restauro dell’imponente dipinto caravaggesco “La Decollazione di San Giovanni Battista” di Caravaggio conservata nella Concattedrale di San Giovanni a La Valletta. L’opera maggiore del periodo maltese di Caravaggio fu infatti restaurata venti anni fa a cura dell’Opificio delle Pietre Dure grazie agli importanti finanziamenti dello Stato italiano. Ciatti, testimone dell’epoca, ha illustrato nei dettagli la complessa operazione di trasporto e restauro dell’opera. Ciatti, in servizio presso l’Opificio dal 1984 e Soprintendente dello stesso dal 2012, nella sua lunga carriera ha diretto il lavoro di restauro su importanti capolavori da Fra Angelico a Cimabue, da Giotto a Mantegna, Raffaello, Rosso Fiorentino, Rubens, occupandosi poi delle iniziative connesse quali la pubblicazione di appositi cataloghi e l’organizzazione delle mostre collegate alle opere restaurate. (Gnk)