Le primarie (negli Usa, ma soprattutto in Italia), gli strascichi delle unioni civili, il ruolo dell’Europa. Sono questi i temi che Matteo Renzi affronta nella sua ormai consueta enews, nella quale non si disdegna neanche un accenno all’Oscar vinto nella notte da un orgoglio italiano quale Ennio Morricone (“vedere premiato questo giovanotto di 87 anni, straordinario nella sua forza e nella sua grazia anche mentre omaggiava i colleghi sconfitti è stato emozionante”). Partendo dall’attesa per il super-martedì americano, per il quale Renzi ipotizza che “potrebbe accadere anche ciò che sembrava inimmaginabile: Trump candidato” si passa alle primarie del Pd del 6 marzo: “i romani decideranno il candidato del PD al Campidoglio nei gazebo, Ma si vota da Napoli a Trieste in tanti altri comuni di grande importanza. Il mio invito è quello di andare a votare: non lasciate il futuro agli altri. E sempre a proposito di elezioni, un’ulteriore conferma della bontà della riforma elettorale italiana viene… dall’Irlanda. Dopo ciò che è accaduto in Portogallo e poi soprattutto in Spagna, adesso la sorpresa viene da Dublino dove sarà più difficile formare un governo stabile. Alla fine ci chiederanno di copiare l’Italicum, scommettete?”.
UNIONI CIVILI -L’eco dell’approvazione, tra mille polemiche, del ddl sulle unioni civili però non si è ancora spento. “Siamo abituati alle critiche – scrive – ma confesso di essere rimasto molto colpito quando ho visto in un Tg una ragazza omosessuale dire: Oggi è una brutta giornata, perché dopo questa legge sarà peggio di prima. Mi domando fino a che punto possa arrivare il rifiuto della realtà. La legge sulle unioni civili potrà non essere perfetta, ma nessuna legge lo è. Potrà avere dei limiti, è ovvio. Ma segna oggettivamente un grande passo in avanti per i diritti dei cittadini omosessuali e quindi per i diritti degli italiani. Chi dice meglio niente che questa legge vive blindato nella propria ideologia; se invece lo fa – come penso – per ragioni di calcolo politico, auguri”. Quindi l’attacco a Gandolfini, il promotore del Family Day, che ha manifestato l’intenzione di impegnarsi per far saltare le riforme costituzionali. “Che c’entra la difesa della famiglia con la riforma del Senato? Che c’entrano le coppie omosessuali con la cancellazione del Cnel? Che c’entrano i movimenti religiosi con le competenze regionali su energia e turismo? Nulla. Ma dobbiamo farla pagare a Renzi. E io con un sorriso accetto la sfida e se mi inviteranno andrò nelle parrocchie, come nelle realtà del volontariato, a dire il perché – a mio giudizio – è giusto che la riforma passi, che la politica dimagrisca, che le Regioni facciano meno ma meglio”.
LA TREGUA IN SIRIA E LA QUESTIONE MIGRATORIA – Per quanto riguarda il quadro internazionale, secondo Renzi “se arrivano timidi segnali di speranza dalla tregua in Siria e dalle elezioni in Iran, preoccupa ancora lo stallo in Libia e la tensione economica globale. Nel frattempo la questione migratoria continua a farsi sentire forte soprattutto nei paesi balcanici, come possiamo vedere anche dalle immagini di queste ore in Macedonia. In questa cornice l’incontro con il presidente della Commissione europea Juncker è stato una buona occasione per confrontarsi sul futuro dell’Europa senza giri di parole. Credo che sia ormai chiaro ai più che la posizione italiana non è tattica, ma strategica”. (Sis – 29 feb)