(2 marzo 2016) Chi dice Graziano Arici dice un’istituzione nella storia della fotografia veneziana da quasi 40 anni. Non solo. Sessantasei anni, il veneziano Graziano Arici è forse il maggiore documentarista, fotografo e archivista della cultura in Italia. Il fotografo ha orientato il suo lavoro sul mondo della cultura e dell’arte, seguendo per decenni gli artisti all’opera e realizzando decine di migliaia di ritratti che documentano la vita culturale internazionale. Parte del suo immenso archivio, che contiene quasi un milione di fotografie, ospita una sezione dei ritratti d’artista, corpus del più grande archivio privato d’Europa consacrato a questo tema. Raccoglie inoltre molte decine di migliaia di fotografie che vanno dagli anni 1940 fino ai nostri giorni e rappresentano l’insieme degli attori della cultura mondiale. Molti dei suoi scatti sono in questi giorni protagonisti al Salone espositivo centrale del Maneggio (Manezhnaja pl., 1), edificio storico del centro di Mosca. Nell’ambito della biennale della fotografia di Mosca 2016, il Maneggio ospita infatti “Graziano Arici. Venezia. La cultura del mondo ed i suoi volti”. La mostra di Arici (che i giorni scorsi ha anche incontrato il pubblico russo raccontando la sua esperienza) è stata organizzata dall’ Istituto Italiano di Cultura di Mosca in collaborazione con Moscow House of Photography e MAМM. Rimarrà a aperta fino a giovedì 17 marzo. (red)