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Se la Merkel diventa
il nuovo Kennedy

it@withub.it by it@withub.it
11 Marzo 2016
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(11 marzo 2016) Dipinta fino a qualche mese fa in buona parte dell’Europa quasi come un Hitler rediviva, dopo che ha aperto le porte della Germania ai migranti in fuga Angela Merkel è stata osannata come se fosse una seconda Madre Teresa. Ma non è né l’uno né l’altra, come spiega bene Michael Braun che ha scritto per Laterza un brillante ritratto di Mutti, il soprannome affettuoso e familiare con cui i tedeschi chiamano la loro cancelliera.

Già in altre situazioni, la mamma premurosa aveva dato prova di essere capace di cambiare radicalmente posizione. Ad esempio nel 2011, quando decise nello spazio di poche ore l’uscita dal nucleare. E il fatto che oggi, a cinque anni dal disastro di Fukushima, sui principali giornali tedeschi si riapra il dibattito sull’opportunità di quella rinuncia, fa pensare che nel segno del pragmatismo nuove svolte siano possibili.

Pochi in ogni caso dubitano che Angela Merkel sia l’unico Leader di cui l’Europa dispone. E per quanto i tedeschi siano poco inclini alla retorica, Jochen Bittner, giornalista della Zeit, si è spinto a dire che potrebbe essere lei il nuovo Kennedy.

Con l’Italia sono numerosi i conflitti e anche i malintesi. Riccardo Perissich, già direttore generale alla Commissione europea, ha riassunto la situazione osservando che le assurdità che si leggono sulla stampa tedesca a proposito dell’Italia sono pari solo a quelle che si leggono sulla stampa italiana a proposito della Germania.

Eppure mai come ora i due paesi hanno avuto interessi convergenti. Sulla Libia e il Medio Oriente pensiamo fondamentalmente le stesse cose. Sul problema dei rifugiati, quello su cui probabilmente si gioca il futuro dell’Unione, abbiamo interessi simili. Persino sull’economia le due visioni, obiettivamente distanti, si sono molto avvicinate dall’inizio della crisi. E chissà se è più significativo che oggi i tedeschi processino Mario Draghi o che ieri lo abbiano lasciato fare.

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