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E’ BOLOGNA LA CITTA’
PIU’ SMART D’ITALIA

it@withub.it by it@withub.it
15 Marzo 2016
in In evidenza HP, In evidenza top news
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Bologna è la città più smart d’Italia. È quanto emerge dalla terza edizione del rapporto Smart City Index presentato oggi all’evento Italia Smart di EY, tenutosi a Roma. Il rapporto analizza le 116 città capoluogo italiane utilizzando oltre 470 indicatori e classifica lo sviluppo di reti e infrastrutture intelligenti delle città italiane, misurando la loro capacità di innovare e offrire servizi di qualità ai propri cittadini. Anche quest’anno il podio resta saldamente nelle mani delle grandi città del Nord Italia: subito dopo Bologna la città più innovativa è Milano anche grazie ad Expo, che strappa l’argento a Torino, quest’anno scesa al terzo posto della classifica. Roma perde terreno e scivola dal 4° al 9° posto.

SUD IN RITARDO – Purtroppo il Sud mostra un ritardo strutturale, bisogna aspettare la 32esima posizione per incontrare la prima metropoli del Sud, Napoli, e Lecce la prima città media al 52° posto. La maglia nera resta in Sicilia con i principali capoluoghi che, come nel 2014, si attestano in fondo della classifica. Cagliari al 33° posto guadagna 11 posti rispetto allo scorso anno, anche grazie alla forte informatizzazione delle scuole con l’81% delle aule connesse nella regione.

LE CITTA’ MEDIE mostrano le performance migliori con un trend generale che vede oltre 23 città tra il 4° e il 39° posto. Tra le piccole città brilla Mantova che si posiziona al 4° posto con un balzo dal 35° posto nel 2014, dimostrando di essere una città “Smart e vivibile” a dimostrazione della smartness come moltiplicatore della qualità della vita. Seppur in fondo alla classifica, le città del “benessere analogico” mostrano alta vivibilità anche in presenza di bassa diffusione delle innovazioni, tra queste Fermo nelle Marche e Lanusei, Tempio e Olbia in Sardegna.

FIRENZE LA CITTA’ PIU’ “OPEN” – si conferma fra le prime 10° e insieme a Bologna si guadagna il titolo città più “open” con il maggior tasso di archiviazione di big data con oltre 1000 data set pubblicati nel suo Open Data. Ma a fare male in quest’area sono soprattutto le città laziali con Frosinone, Viterbo e Latina che si aggiudicano rispettivamente il 98° 99° e 102° posto. Perugia perde ben 9 posizioni, scendendo alla 49° dalla 38°, male anche Ancona che scende dal 28° posto al 62° nel 2016. Nonostante il panorama italiano sia ancor in ritardo rispetto alle principali città europee e mondiali, il grado di innovazione dei comuni capoluogo continua a crescere. L’Italia mostra punte di eccellenza in alcuni ambiti. Ad esempio, Pordenone supera l’80% di rifiuti raccolti e differenziati e la Puglia rappresenta la regione italiana con la maggiore produzione di energie rinnovabili. Inoltre l’ascesa digitale crea un nuovo paradigma tecnologico, grazie alla crescente diffusione delle IoT (Internet of Things), contribuendo così alla trasformazione dei consumatori italiani in prosumer e alla diffusione dell’economia della condivisione e della collaborazione: il 70% dei comuni capoluogo offre un servizio di sharing mobility e i dati sulla “Collaborative Economy” vedono l’Italia il terzo paese al mondo per case su Airbnb. La regione del Nord Est consegna la medaglia di città più innovativa a Trento che guadagna la 6° posizione, seguita da Reggio Emilia che dalla 14esima posizione risale fino all’8°. La maggior parte dei capoluoghi dell’area più industrializzata dell’Italia è ben distribuita nelle prime cinquanta posizioni. Maglia nera per Rovigo che si classifica all’83° posto. Il litorale romagnolo, da Ravenna a Cervia, è il più connesso d’Italia, con oltre 50 km di spiagge coperte dal servizio Wi-Fi.

LOMBARDIA, PIEMONTE E LIGURIA RALLENTANO – L’ex triangolo industriale, Lombardia, Piemonte e Liguria, mostra un rallentamento strutturale rispetto alle regioni orientali. Brescia si distingue come la città più avanzata in termini di teleriscaldamento, disponibile per il 70% degli edifici cittadini. Milano da sola, invece, rappresenta l’80% del mercato di sharing mobility in Italia. Ma nonostante la maggior parte delle città resti all’interno della prima fascia (entro le prime 39 posizioni), i capoluoghi piemontesi raccolgono un risultato poco brillante con Novara, Biella, Cuneo, Asti e Vercelli collocate tra il 40° e il 60° posto. Addirittura in terza fascia troviamo Alessandria 84° e Imperia in 101° posizione. Napoli è l’unica città del Meridione a riuscire a restare salda nella prima fascia dell’Indice, ovvero entro le prime 39 posizioni. Fra le città medie, guida la classifica Lecce, che si posiziona al 52° posto. Dalla Puglia arrivano altre note positive: la regione è il maggiore produttore di impianti fotovoltaici in Italia, con un’incidenza del 13,9%. Compressivamente non bene le città calabresi, l’unica città a non scivolare in terza fascia è Cosenza, che guadagna la 78° posizione rispetto alla 94° della scorsa edizione. Notizie contrastanti arrivano dalle due maggiori isole italiane. Nonostante, infatti, l’ultima classificata sia proprio una città sarda, Sanluri, la Sardegna è la prima regione italiana per dotazioni IT nelle scuole con l’81% delle aule connesse. La città più smart della Sardegna è Cagliari al 33° posto seguita da Sassari al 53° posto. Sicilia in prima linea sul car sharing elettrico: Palermo è la città con il maggior servizio di condivisione di auto del sud Italia. Non è positivo però il bilancio delle altre città dell’isola che si classificano tutte, a eccezione di Palermo, nella terza fascia dell’Indice. (Red – 15 mar)

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