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ITALIA-RUSSIA, PUGLIA: -30,3% EXPORT NEL 2015

it@withub.it by it@withub.it
16 Marzo 2016
in Archivio News dal mondo
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Bari, 16 mar – “Bari e la Puglia possono diventare la porta di accesso privilegiata nei rapporti del nostro Paese con l’Eurasia e con la Russia in particolare. Storicamente la regione si presenta come avamposto culturale nei rapporti con Mosca: San Nicola è infatti da una parte l’emblema della vicinanza tra i due popoli, dall’altra rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo del turismo. Occorre lavorare molto su questa opportunità senza trascurare le possibilità dell’agroalimentare – il cui export è stato azzerato dalle sanzioni ma che dovrà ripartire – perché è da sempre traino principale delle esportazioni pugliesi”. Lo ha detto, in occasione dell’apertura del primo Seminario italo-russo in corso oggi a Bari e organizzato da Associazione Conoscere Eurasia, Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Regione Puglia, Comune e Camcom di Bari Bari, Corpo Consolare Puglia – Basilicata – Molise e Roscongress, il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico. Il quadro pugliese 2015 si presenta fortemente negativo nelle esportazioni verso Mosca, mentre perde di meno l’interscambio (-4,9%) per effetto delle importazioni (330mln di euro), in particolare dei prodotti petroliferi e dell’estrazione di minerali. Nel complesso l’export pugliese nel 2015 si è fermato a 47,2mln di euro, il 30,3% in meno sul 2014, contro una perdita media italiana del 25,2%. Complice l’azzeramento degli scambi dei prodotti dell’agricoltura e della pesca che in un anno hanno bruciato il 99,8% del valore: 4.492 euro contro 2.624.000 euro dell’anno precedente. L’effetto psicologico delle sanzioni, unitamente alla congiuntura incerta, ha determinato la caduta di diversi promettenti settori produttivi e industriali, come quello dei computer, apparecchi elettronici e ottici (-97,7%), dei macchinari (69,4%), delle bevande, in contrazione del 27,7% – per un valore di 4,3mln di euro contro i 5,9mln del 2014 – così come del tessile, che riduce l’export del 29,6% e un valore di 11,6mln di euro.
(red)

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