Roma, 15 mar – “Siamo convinti che quanto accertato dai medici legali italiani possa contribuire a stabilire che cosa è accaduto, tenendo conto che le sevizie scoperte sono addirittura più gravi di quelle riscontrate durante il primo esame svolto in Egitto. E infatti lo stesso collega egiziano ha dovuto riconoscere come il delitto sia di una ferocia efferata”. Lo afferma, di ritorno da una missione al Cairo, il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone che, in una intervista al Corriere della Sera, chiarisce i termini dell’intesa siglata due giorni fa insieme con il sostituto Sergio Colaiocco per arrivare alla verità sul rapimento e l’uccisione di Giulio Regeni.