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“Dieci storie proprio cosi’”, ricordo degli eroi di mafia

it@withub.it by it@withub.it
18 Marzo 2016
in Archivio speciali - Teatro
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“DIECI STORIE PROPRIO COSI’”, OMAGGIO A EROI MAFIA

In occasione della XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie promossa da Libera, il 21 marzo (alle 21) al Teatro Argentina di Roma debutta in prima nazionale “Dieci storie proprio così”. Lo spettacolo, scritto da Giulia Minoli ed Emanuela Giordano che cura anche la regia, racconta di vittime conosciute ma dimenticate della criminalità organizzata, storie di impegno civile e riscatto sociale, di responsabilità individuali e collettive, di connivenze istituzionali e di taciti consensi. Racconta il coraggio espresso da associazioni di ragazzi caparbi, la tenacia dei parenti delle vittime e di tutti gli italiani che fanno dell’impegno un diritto inalienabile. Le storie si intrecciano tra loro in un affresco corale, carico di energia vitale. Protagonisti sono eroi conosciuti come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Don Giuseppe Diana, Giancarlo Siani, Peppino Impastato e meno conosciuti come Annalisa Durante, Federico Del Prete, Silvia Ruotolo. “Dieci storie proprio così” è una ragionata provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. Lo spettacolo, che nasce come opera-dibattito sulla legalità partendo dalle esperienze della regione Campania, si è arricchito, in una nuova veste drammaturgica, delle storie di dolore e riscatto della Sicilia e del Lazio, affrontando anche temi legati all’espansione delle mafie all’estero e a Mafia Capitale. In scena, con musiche dal vivo di Tommaso Di Giulio al basso e chitarra elettrica e Paolo Volpini alla batteria, giovani attori professionisti, tra cui anche Alessio Vassallo, il famoso Mimì de “Il giovane Moltalbano” e interprete, con Beppe Fiorello, del film per la televisione sulla storia di Graziella Campagna. Dieci storie proprio così è parte integrante del Palcoscenico della legalità, un progetto sperimentale di collaborazione tra teatri, istituti penitenziari, scuole e società civile, ed è promosso da The CO2 Crisis Opportunity Onlus con Libera, Fondazione Pol.i.s., Fondazione Silvia Ruotolo, Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Centro Studi Borsellino e con il patrocinio del Ministero della Giustizia e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e con il sostegno della Fondazione con il Sud, della Società Italiana degli Autori ed Editori e Fondazione Terzo Pilastro. Dieci storie proprio così sarà in scena fino al 23 marzo al Teatro Argentina e proseguirà le repliche il 16 aprile al Teatro San Carlo di Napoli, il 23 e 24 maggio al Teatro Biondo di Palermo. Lo spettacolo si inserisce nella rassegna “Il Teatro Fa Grande”, l’articolato programma di spettacoli e progetti per spettatori da 0 a 99 anni che il Teatro di Roma dedica al pubblico dei bambini, dei ragazzi, delle famiglie e delle scuole. Un’occasione per trasformare il palcoscenico in un atelier della fantasia per tutte le età, ma anche in luogo di riflessione e di dibattito su temi sociali e civili come la legalità.  (red)

 “COME TE”, DONNE A CONFRONTO

Debutterà al Teatro dei Conciatori di Roma (via dei conciatori, 5) il 29 marzo e resterà in scena fino al 3 aprile “Come te” il nuovo testo scritto da Maria Letizia Compatangelo. Lo spettacolo diretto da Donatella Brocco, vede protagonisti Gianna Paola Scaffidi, Marina Magoni, Igor Mattei. Malattia. Rinascita. Abbandono. Orgoglio, rivincita, nei confronti di una vita ingiusta,  la magia del dono. Questi alcuni degli ingredienti che l’autrice, Maria Letizia Compatangelo, inserisce in Come Te. Il confronto generazionale fra la donna in carriera, matura e sicura di sé, e la giovane alle prime armi, frutto acerbo desideroso di imparare da lei e dalla vita. Due figure femminili estremamente diverse: tra loro Carlo, figlio di Lea, immagine emblematica di chi sembra essere in grado di dare protezione a entrambe. L’incontro/scontro tra queste due personalità le costringerà a mettersi a nudo, portando a galla ritratti di donne struggenti nella loro composita verità. Il tutto collegato da un’intricata, quanto più moderna rete familiare. Il breve incontro tra le due donne riserva più di un inaspettato colpo di scena attraverso cui l’autrice dimostra come simpatia, solidarietà, pregiudizio, rivalità, dolore, rancore, istinto e coscienza del ruolo materno possano più che verosimilmente convivere nell’animo femminile. Come te rappresenta più che mai lo specchio della contemporaneità; le storie di Lea e Irina, si confondono, svelando in trasparenza il volto di qualsiasi donna.

COMETA DI ROMA, 17 GIOVANISSIMI INTERPRETI PER “LE BELLE NOTTI”

Sarà in scena al Teatro della Cometa di Roma (via del Teatro Marcello, 4) dal 22 marzo al 3 aprile, uno degli spettacoli di maggior successo degli ultimi anni: “Le Belle Notti” di Gianni Clementi , per la regia Claudio Boccaccini. Protagonisti, di questo nuovo allestimento, diciassette giovanissimi interpreti: Grace Ambrose, Sergio Andrei, Lucia Clementi, Federica Di Lodovico, Maria Chiara Dimitri, Benedetta Fasano, Leonardo Ghini, Eugenia Iorio, Filippo Laganà, Federico Le Pera, Luca Paniconi, Paolo Roca Rey, Francesco Sarmiento, Tiziano Scrocca, Camilla Tedeschi, Filippo Tirabassi, Diana Zagarella. Il 12 dicembre 1969, in pieno fermento ‘sessantottino’, diciassette giovani studenti occupano un noto liceo romano.  Un reparto della celere, prontamente allertato dal preside, circonda l’istituto dove i ragazzi si sono barricati. Le ansie, le paure, gli innamoramenti, uniti all’eccitazione crescente per l’atto di ribellione che li vede protagonisti, a mano a mano cementano il gruppo. Nonostante le evidenti differenze di carattere e di estrazione sociale, i giovani occupanti matureranno con il passare delle ore un senso di unità e di appartenenza, che sfocerà in una vera e propria presa di coscienza collettiva che regalerà loro l’emozione indelebile di essersi sentiti – per una volta nella vita – artefici e protagonisti di un momento storico.  La prima giornata di occupazione volge al termine quando dalla televisione giungerà la notizia terribile della strage di Piazza Fontana. Nella seconda parte dello spettacolo è sempre lo stesso liceo il teatro dell’azione, e sempre di un’occupazione si tratta, ma è passato un po’ di tempo … siamo negli anni 2000, e i nuovi protagonisti altri non sono che i figli degli occupanti di quel dicembre del ’69. Stessi palpiti, stesse problematiche, ma quanto è cambiato lo scenario sociale che fa da sfondo ad un’azione di dissenso analoga ma molto distante da quella di trenta e passa anni prima. Le belle notti è una commedia tenera e divertente ma anche malinconica e crudele che scandaglia – senza giudicare – un’età della vita, quella prossima ai vent’anni, sbirciandola attraverso due epoche diverse e per certi versi lontanissime: quella della ribellione e dell’anticonformismo della fine degli anni ’60 e quella dell’omologazione – quindi apparentemente immobile e pacificata – dei giorni nostri. La regia di Claudio Boccaccini, che lavora più che sovente con nutriti cast di giovani attori, esalta la coralità dell’azione insita nel testo, prediligendo toni scanzonati e benevoli per rappresentare al meglio il complesso di passioni, incertezze, slanci, timori, illusioni, ardori, scoperte, delusioni che denotano una difficile ma impagabile stagione della vita, sottolineando al contempo – anche attraverso l’utilizzo nel corso di tutta la pièce di brani musicali memorabili – i cambiamenti nello scenario sociale e culturale susseguitisi in questi ultimi decenni.  La commedia è di Gianni Clementi, autore tra i più rappresentati nell’attuale panorama teatrale italiano, ed ha in sé tutti gli elementi caratterizzanti della sua drammaturgia: in particolare la capacità di tratteggiare in modo poetico e autentico le esistenze di gente comune chiamata a testimoniare di mutamenti storici e sociali di enorme importanza per il nostro paese, capacità che ne fa l’esponente di punta di un rinato neorealismo teatrale italiano. (red)

AL COCCIA DI NOVARA ARRIVA NICOLA PIOVANI

Un appuntamento “da Oscar” si inserisce nel cartellone 2015/2016 del Teatro Coccia di Novara. Arriva, fuori stagione, venerdì 20 maggio alle 21 Nicola Piovani con La musica è pericolosa – Concertato. Un racconto musicale, narrato dagli strumenti che agiscono in scena – pianoforte, contrabbasso, percussioni, sassofono, clarinetto, chitarra, violoncello, fisarmonica. A scandire le stazioni di questo viaggio musicale in libertà, Nicola Piovani racconta al pubblico il senso di questi frastagliati percorsi che l’hanno portato a fiancheggiare il lavoro di De André, di Fellini, di Magni, di registi spagnoli, francesi, olandesi, per teatro, cinema, televisione, cantanti strumentisti, alternando l’esecuzione di brani teatralmente inediti a nuove versioni di brani più noti, riarrangiati per l’occasione. Nel racconto teatrale la parola arriva dove la musica non può arrivare, ma, soprattutto, la musica la fa da padrona là dove la parola non sa e non può arrivare. I video di scena integrano il racconto con immagini di film, di spettacoli e, soprattutto, immagini che artisti come Luzzati e Manara hanno dedicato all’opera musicale di Piovani. Con il grande compositore, che sarà sul palco al pianoforte, ci saranno Marina Cesari al sax e clarinetto, Pasquale Filastò violoncello, chitarra e mandoloncello, Ivan Gambini alla batteria e alle percussioni, Marco Loddo al contrabbasso e Rossano Baldini alle tastiere e alla fisarmonica. (red)

MILANO PER GABER

 Da martedì 26 a giovedì 28 aprile la sede storica del Piccolo Teatro Grassi ospiterà i tre importanti appuntamenti della tradizionale Rassegna Milano per Gaber, promossa dalla Fondazione Gaber, con il sostegno del Comune di Milano e della Regione Lombardia, in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano. Ad aprire la prestigiosa Rassegna, martedì 26 aprile l’Incontro-Spettacolo “Gaber e la giustizia” a cura di Gheraldo Colombo, il grande magistrato che del proprio lavoro ne ha fatto una missione, e Salvatore Cosentino, anch’egli magistrato a Locri, che da tempo porta nelle università, nei teatri e nelle carceri il messaggio gaberiano. Invitati da Paolo Dal Bon, Colombo e Cosentino approfondiranno il concetto di giustizia, intesa giuridicamente e filosoficamente con interventi musicali dal vivo del magistrato di Locri, alternati a filmati di repertorio dei  protagonisti della serata. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili, previo ritiro dei biglietti presso la biglietteria del Teatro Strehler in largo Greppi – M2 Lanza. Il secondo appuntamento in programma mercoledì 27 aprile è affidato ad Alessio Boni e Marcello Prayer che intratterranno il pubblico in un concertato a due su testi  di Giorgio Gaber e Sandro Luporini “Anime in fuga”. Alessio Boni, voce e volto fra i più noti nel panorama del nostro spettacolo, dal cinema alla televisione, al teatro, in una felice affinità fra il messaggio gaberiano e la sua passione per la poesia. Una sola voce che nasce dalla coscienza e dal confronto, per arrivare al “Noi”. A Gioele Dix il compito di chiudere la Rassegna giovedì 28 aprile con lo spettacolo “I padri miei, i padri tuoi”. Fan gaberiano di lungo corso, più volte applaudito interprete in manifestazioni per il Signor G, ha ideato per l’occasione un viaggio a zig-zag, fra citazioni letterarie e improvvisazioni teatrali, affabulazioni e letture, sulle tracce di padri assenti che tornano e figli disobbedienti che invecchiano. Un percorso documentato, divertente, con contributi eclettici, da Omero a Woody Allen, da Sofocle, a Walter Chiari, a Gaber, fino a Prevert.

(18 mar  – red)

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