“Ieri era il giorno del lutto e del cordoglio. Oggi è quello della polemica. Mi vergogno di essere rappresentata in Europa da Federica Mogherini, Alto rappresentante della UE per la politica estera e di sicurezza, che ieri è scoppiata a piangere durante la conferenza stampa sui fatti di Bruxelles”. Lo ha scritto su Facebook la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. “ È il simbolo di un’Europa debole, molle e incapace davanti agli attacchi che subisce – continua nel suo post la candidata a sindaco di Roma -. Mi auguro che la Mogherini, dopo questa figuraccia, voglia dimettersi e lasciare il suo incarico a qualcuno che non alimenti il desiderio di conquista per la fragilità che dimostra in ogni occasione significativa”. “L’ultima che ha pianto durante una conferenza stampa – ha poi voluto ricordare Meloni – è stata Elsa Fornero. Abbiamo visto come è andata a finire per gli italiani”. Le parole della Meloni non potevano suscitare dibattito: “Giorgia Meloni, sfogandosi su Facebook, dice di provare ‘vergogna’ per la commozione di ieri dell’ Alto Rappresentante Federica Mogherini: non nascondiamo che alla sua malevole rabbia, preferiamo la compassione per le vittime espressa da quelle lacrime. ‘ Oggi è il giorno della polemica’, scrive ancora Meloni. Un’ interpretazione un po’ singolare, considerato che, in momenti così drammatici, i cittadini si aspettano da noi di onorare ogni giorno, anche oggi, la nostra responsabilità politica e istituzionale di lavorare per un’ efficace strategia di contrasto al terrorismo transnazionale” ha dichiarato Lia Quartapelle, capogruppo del Partito Democratico in commissione Esteri della Camera. Sulla questione è intervenuta anche la senatrice del Pd Laura Fasiolo: “Le lacrime di Federica Mogherini sono una straordinaria espressione di umanità e sensibilità in questo deserto incivile e populista rappresentato quotidianamente dalla destra estremista. L’ attentato di ieri a Bruxelles ha provocato dentro di noi un dolore enorme e le lacrime sono un segnale di limpidezza e un gesto liberatorio dopo tanta angoscia. Giorgia Meloni dovrebbe piuttosto indignarsi per il sostegno di Matteo Salvini, che ha fatto di questa tragedia uno strumento per cavalcare la paura degli italiani e strappare qualche voto in più. Federica Mogherini ieri ha confermato che esiste ancora una bella politica, al servizio del Paese, capace di commuoversi e nello stesso tempo di agire con determinazione per continuare la lotta al terrorismo. Una bella dimostrazione per la politica”.
LE PAROLE DI MOGHERINI “Giorno doloroso per Bruxelles e tutta l’Europa. Sono in Giordania con il ministro degli Esteri Nasser Judeh, lavorando insieme sulla lotta al terrorismo. Non potranno dividerci” scriveva invece ieri su Facebook l’Alto rappresentante della Ue che invece oggi, sempre con un post, spiega di aver scelto “di fronte al dolore per ciò che succedeva a Bruxelles” di restare in Medio Oriente ancora qualche ora e “concordare con il Re di Giordania una più stretta cooperazione nel settore del contrasto al terrorismo”. Non solo. Sempre dalla pagina profilo del popolare social network Mogherini sottolinea: “Per me, sono stati giorni di emozioni difficili e lavoro duro. Ho sentito tutta la responsabilità che l’Europa può portare sulle sue spalle. Tutta l’aspettativa che i nostri concittadini europei e i nostri vicini mediorientali possono proiettare su di noi. In uno dei momenti più cupi e difficili della nostra storia”. “Mi è capitato, per la prima volta nella mia vita, – scrive ancora su Facebook Mogherini – di mostrare in pubblico il mio dolore in una conferenza stampa ad Amman pochi minuti dopo aver ricevuto le terribili notizie degli attentati a Bruxelles. Non ho l’abitudine di condividere in momenti ufficiali i miei sentimenti o le mie emozioni, e non è una cosa che amo fare. Ma può succedere che il dolore diventi evidente, pubblico. Siamo esseri umani, innanzitutto. Ma oltre il dolore, abbiamo responsabilità. Ed è questo che conta per me. Di là delle lacrime, pubbliche o private che siano, conta il lavoro di ogni singolo istante per provare a costruire soluzioni, strade di pace, alleanze per la nostra sicurezza”.
(PO / red – 23 mar)