Gli ingranaggi sono ripartiti e la macchina del Consiglio generale degli italiani all’estero, dopo una settimana di lavori, è in corsa verso una comune volontà di ripresa. Un’assemblea plenaria, quella appena conclusa alla Farnesina, che ha portato a dare una veste nuova al Consiglio e a fissare le linee guida sulle quali si svolgerà il lavoro dei prossimi mesi. Michele Schiavone segretario generale, tre commissioni continentali, sette tematiche e 63 consiglieri: con questa formazione il Cgie è pronto a iniziare un nuovo cammino di riforme. Un Cgie che corre al passo con i tempi, come dimostra la proposta, uscita dalla prima Commissione “Informazione e comunicazione”, di redigere una newsletter e aggiornare costantemente la pagina web.
LA RIFORMA IN CANTIERE – “Questa settimana di lavori ha fatto emergere una grande volontà di protagonismo da parte dei consiglieri, sia dei nuovi eletti che di quelli che già c’erano” ha detto Schiavone chiudendo i lavori. E dopo i bilanci, spazio subito ai primi appuntamenti in agenda: “Dobbiamo elaborare una proposta di riforma da consegnare al governo entro giugno in modo da dare a questo Cgie strumenti nuovi che ci permettano non solo di abbattere i costi, ma anche di interagire con l’opinione pubblica e con il mondo”. Proprio entro il mese di giugno, è stato chiesto – attraverso un ordine del giorno di Silvana Mangione approvato all’unanimità – di convocare un’assemblea plenaria straordinaria per “portare al governo e al Parlamento delle proposte di riforma – spiega Schiavone – e questo non può avvenire attraverso la rete o videoconferenze ma abbiamo bisogno di rivederci fisicamente”.
CGIE E GOVERNO INSIEME – Sulla necessità di riforma interviene anche il sottosegretario agli Affari esteri, Vincenzo Amendola, durante l’ultima giornata di assemblea: “E’ necessario che il comitato del Cgie, insieme alle forze parlamentari, propongano una riforma per poi ratificarla con un’assemblea”. Tra gli otto ordini del giorno messi al voto durante l’ultima giornata di assemblea, tutti approvati all’unanimità, da sottolineare quello che chiede di arrivare alla definizione di uno statuto per i lavoratori frontalieri e quello sulla crisi economica in Venezuela, considerata una vera e propria emergenza. E poi ci sono altre “questioni irrisolte” – come le definisce il segretario generale del Cgie – che riguardano la riorganizzazione della rete consolare. “Dobbiamo cercare di fare proposte aggiuntive alle modalità con cui sono state chiuse alcune sedi, valutare l’effetto delle chiusure e cercare di portare delle innovazioni che in alcune aree possono essere espresse dai consoli onorari” afferma Schiavone che torna anche sulla “necessità di rafforzare il ruolo dei patronati, che dal nostro punto di vista svolgono un lavoro impegnativo e che potrebbero anche svolgere compiti di carattere amministrativo purché controllati”.
UN NUOVO PROTAGONISMO – In questo cammino di riforme il governo c’è, assicura Amendola: “Cercheremo di essere presenti anche fisicamente alle riunioni per espletare questo bisogno di lavorare insieme” sottolinea il sottosegretario, chiedendo però al Consiglio che “i tempi non vengano solo demandati a noi ma anche in base a quello che voi proporrete”. Una riforma è “necessaria, ma ci vuole il vostro protagonismo e la nostra collaborazione” per un lavoro che “serve a voi, al ministero e all’Italia” conclude Amendola. Il modo di rappresentare l’Italia nel mondo deve adeguarsi alle nuove trasformazioni: “Noi siamo ambasciatori del nostro Paese e ci riteniamo tali anche oggi ma con responsabilità nuove” conclude Schiavone. (Sip – 25 mar)
