“A questo nuovo Consiglio generale degli italiani all’estero e al suo segretario generale Michele Schiavone il compito, non facile, di rilanciare il ruolo e l’autorevolezza di questo importante organismo, sia nei confronti delle comunità italiane all’estero che delle istituzioni italiane. Da parte nostra, dall’interno e dall’esterno del Consiglio Generale, come in passato, non faremo certamente mancare il nostro fattivo contributo nell’interesse dell’Italia e degli italiani che vivono fuori dai confini nazionali. Buon lavoro a Michele Schiavone, ai nuovi dirigenti ed a tutti i Consiglieri”. Lo dice in una nota Mario Castellengo, presidente dell’Unione italiani nel mondo. “Dopo dodici anni e una cura dimagrante (legge) che ha ridotto da 94 a 63 i suoi componenti, abbiamo finalmente un nuovo Cgie – continua Castellengo -, rinnovato per ben due terzi nei suoi membri grazie anche ad alcuni consiglieri della passata legislatura dell’area Uil come, per esempio, Dino Nardi e Franco Segoloni che hanno deciso di non ricandidarsi per far posto a nuovi candidati”.
UN CGIE RINNOVATO – Il presidente della Uim fa notare “con soddisfazione che, anche in questa sua rinnovata composizione, il Consiglio Generale vede una forte componente di rappresentanti del mondo del lavoro e, soprattutto, di operatori ed operatrici di patronato, anche nei suoi organismi dirigenti appena eletti nella recente Assemblea generale di insediamento”. Segno evidente, secondo Castellengo, che “quanti operano nel mondo in queste strutture di servizio continuano ad avere la fiducia degli emigrati e degli italiani all’estero nonostante gli attacchi strumentali di cui sono spesso oggetto da parte sia di alcune forze politiche che, stranamente, di certi parlamentari della circoscrizione estero”. (30 mar – Red)
