Roma, 31 mar Il “richiamo per consultazioni’ dell’ambasciatore italiano in Egitto “comporta mettere in mora le relazioni fra i due Stati, allontanare temporaneamente l’ambasciatore italiano dalla sua sede e, di conseguenza, fare pressioni diplomatiche particolarmente incisive sul Governo egiziano”. Così il senatore del Partito democratico Luigi Manconi. E aggiunge: “Il richiamo temporaneo dell’ambasciatore per consultazioni è la scelta che il Governo italiano può adottare per comunicare, nella maniera più esplicita, che la misura è ormai colma e che si sta facendo sul serio. La nostra ambasciata a Il Cairo non resterebbe affatto ‘sguarnita’, ma sarebbe più attiva che mai e proprio perché impegnata nel garantire un assiduo monitoraggio di quanto accade nel Paese Nord africano, nell’assicurare rapporti tra la nostra Rappresentanza e l’Italia, nell’assumere un profilo quanto mai determinato. Il ritiro significherebbe, invece, la rottura totale e immediata dei rapporti politici, diplomatici e istituzionali con l’Egitto. Cosa che oggi è certamente prematura: e potrebbe risultare persino controproducente. La seconda considerazione che mi sento di fare riguarda la tentazione, monotonamente reiterata in simili circostanze, di proporre sempre un “invece”. E così molti si sentono in dovere di dire cosa essi farebbero “invece” di richiamare l’ambasciatore in Italia”.
(red)