(5 aprile 2016) “La seconda edizione dei China Days è la testimonianza del nostro concreto impegno nel dare continuità all’iniziativa della Regione Umbria verso la società, il mercato, i territori cinesi nell’ambito di una sfida più grande e irrinunciabile del Sistema Italia”. La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha aperto così ieri mattina, nel Salone d’onore di Palazzo Donini a Perugia, le due giornate dedicate al rapporto tra l’Umbria, l’Italia e la Cina che si concluderanno oggi a Terni con una sessione interamente dedicata ai temi del turismo. “Abbiamo scoperto in questi anni – ha dichiarato la presidente Marini – quanto sia importante in Cina (e non solo) una rete di relazioni istituzionali tra governi locali che permetta di mettere in contatto i diversi territori, di accompagnare con relazioni di collaborazione, amicizia e cooperazione l’azione delle imprese o di singole istituzioni, di aprire nuove opportunità, di promuovere col marchio territoriale il potenziale turistico e/o la garanzia di qualità dei prodotti e dei soggetti che interloquiscono”. “Dobbiamo – ha aggiunto Marini – in primo luogo accompagnare, assecondare e sostenere le iniziative delle nostre imprese e delle nostre istituzioni culturali e formative e dobbiamo aggiungere con coerenza a questo sforzo una iniziativa regionale e interregionale che dia sostanza ad un nuovo, qualificato protagonismo dei territori nelle politiche nazionali verso la Cina come verso altri paesi e mercati. La formula dei partenariati territoriali ha dimostrato in molte occasioni la sua efficacia. Non si tratta solo di firmare accordi, ma di investire sulla continuità di relazioni legate a progetti ed azioni concrete capaci di coinvolgere istituzioni, imprese, associazioni di entrambi i territori. Questo è, in sintesi, il lavoro che stiamo facendo e che mettiamo a disposizione di tutti – ha concluso la presidente Marini -. Possiamo certamente migliorare standard operativi e risultati, ma ci pare di avere comunque accumulato un patrimonio di esperienze e relazioni cospicuo ed utile”. E l’importanza dell’”azione congiunta interregionale” è stata poi sottolineata dall’Ambasciatore italiano in Cina Ettore Sequi che ha ribadito come “quello cinese sia un mercato molto difficile che va affrontato in maniera organizzata e l’Umbria, con la sue serie di partenariati in settori fondamentali, è un modello da utilizzare. Ci sono ora – ha aggiunto l’Ambasciatore – altri settori in cui le nostre Regioni possono dare il loro contributo: dalla sanità alle politiche sociali fino alla sicurezza alimentare. Ed infine Sequi ha consigliato di intraprendere anche un filone legato alla cultura attraverso i siti Unesco. “Sarebbe interessante promuovere gemellaggi non solo tra città ma anche tra siti Unesco italiani e cinesi”. Sanità, welfare e cultura sono stati i temi toccati anche dal Ministro Consigliere dell’Ambasciata della Repubblica Cinese in Italia, Qi Han, secondo la quale inoltre “in Cina sono proprio i giovani ad amare il Made in Italy e la cultura italiana tanto e questo in un paese che sta incrementando moltissimo i consumi è un aspetto sicuramente positivo per l’Italia”. (red)