Perugia, Bari, Cagliari, Catania e Venezia sono le prime delle 224 città che saranno interessate dal programma di banda larga da 4.9 milioni di euro inaugurato dal governo insieme a Enel, e che non prevede la città di Roma. Ad aprile i primi abbonamenti partiranno a Perugia, quindi le altre quattro ‘città pilota’ alle quali a ottobre seguiranno altre cinque città. “L’Italia ha come obiettivo quello di coprire entro il 2020 anni tutto il Paese a 30 megabite, e la metà degli abbonamenti a 50 mega” è lo slogan di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. “Poi ci sono realtà in cui il mercato funziona di più e altre meno, sarà facile portare la tecnologia a Milano, un po’ meno nel paesino dell’Aspromonte e della Sila”. La mancanza più grossa, come detto, sarà però quella della Capitale perché, fa notare l’ad di Enel Francesco Starace, “noi oseremo i cavi, li porteremo fino alle case, alla aziende e alle fabbriche gestendo la manutenzione. Non ci porremmo come operatore telefonico ma ci metteremo a disposizione degli altri operatori presenti in Italia, per fare un percorso con 224 città servite da Enel. Tra queste, ci dispiace, ma non c’è Roma”. Anche se, aggiunge, “laddove la rete elettrica non e’ nostra, cioè e’ di un altro, probabilmente tocca a lui fare questo, poi se ci chiameranno a farlo a casa di altri non ci tiriamo indietro”, ha spiegato Starace, aggiungendo poi che “laddove non abbiamo la rete elettrica evidentemente siamo come tutti gli altri, ma se a Roma l’Acea volesse fare una partnership con noi potremmo farla”. Renzi comunque esulta: “Occorre immaginare l’Italia dei prossimi 20-30 anni, quindi la banda larga. Enel è leader mondiale sulle energie rinnovabili e continua a fare la sua parte, ma è all’avanguardia per la tecnologia che sempre di più si sposa con l’energia rinnovabile”.
SASSOLINI DALLE SCARPE. E continua a togliersi qualche sassolino dalle scarpe, in riferimento alle polemiche sull’inchiesta lucana sul petrolio: “Ci dicono che sbloccare le opere pubbliche e private può essere un potenziale rischio, io dico che l’unico rischio è non sbloccare”. “Bagnoli è solo un esempio di quello che si deve riqualificare, vale per l’Expo, la Napoli-Bari, le strade in Sicilia e le tante grandi opere strategiche sul dissesto, sulle scuole, la Salerno-Reggio Calabria e l’aeroporto di Venezia: il compito istituzionale di chi sta al governo è fare le cose. Se c’è una cosa che è stata apprezzata da tutti nella legge di stabilità è stato lo sblocco del patto di stabilità”. (Sis – 7 apr)