Roma, 14 apr – “Dal 2015 l’Italia è tornata e non è più ultima tra i Paesi del G7 per l’impegno in cooperazione allo sviluppo”: così commenta il viceministro agli Affari esteri con delega alla cooperazione, Mario Giro, i dati preliminari relativi all’aiuto pubblico allo sviluppo pubblicati oggi dall’Ocse/Dac. “Il governo ha voluto dare una inversione di tendenza, dopo anni in cui i fondi stanziati per la cooperazione internazionale erano tagliati ed eravamo il fanalino di coda” ha proseguito Giro. Il rapporto aiuti allo sviluppo sul reddito nazionale passa dallo 0,19% del 2014 allo 0,21% del 2015, ossia toccando i 4,5 miliardi di dollari. L’aiuto italiano cresce in un anno del 14%, un aumento anche al netto dei costi per l’accoglienza dei rifugiati. In sintesi, 500 milioni di dollari in più rispetto al 2014 di cui 140 milioni di dollari per l’accoglienza ai rifugiati. (Red)