“Secondo il centrodestra questo governo sarebbe manifestamente incapace di realizzare ciò per il quale è stato chiamato, ma è impossibile negare che gli argomenti che erano stati messi in agenda sono stati affrontati: mi riferisco alla riforma costituzionale, su cui Forza Italia legittimamente ha cambiato idea, alla legge elettorale, ai provvedimenti sulle tasse”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi, nella replica alle mozioni di sfiducia al Senato sul caso Tempa Rossa. “Certo – aggiunge Renzi – ci sono temi ancora aperti, dalla Responsabilità civile dei magistrati alla pubblica amministrazione alla buona scuola, passando per la cooperazione internazionale e i tanti provvedimenti legati al Terzo Settore: questo Parlamento sta facendo quanto si era impegnato a fare e questo governo sta rispettando le promesse”.
ASPETTARE LE SENTENZE – “Io rispetto le sentenze dei giudici, non le veline che rompono il segreto istruttorio – continua Renzi -. Quando auspico che si arrivi a sentenza, non attacco la magistratura ma rispetto la Costituzione: un avviso di garanzia è stato per oltre 20 anni come una condanna definitiva. Vite di persone perbene sono state distrutte, ma un avviso di garanzia non è mai una condanna ed è per questo che non chiederemo le dimissioni del consigliere del Movimento 5 Stelle di Livorno, perché crediamo nella presunzione di innocenza”. Tornando sulle sue parole rivolte alla Procura di Potenza, Renzi spiega che “le indagini del 2001, del 2004 e del 2008 non avranno una sentenza passata in giudicato e io da cittadino sono triste, perché penso che quando non si arriva a sentenza e si immagina di giudicare solo in base alle informazioni passate ai giornali, è in quel momento che io mi schiero dalla parte della giustizia, non dal giustizialismo”.
LA VICENDA DI POTENZA? NON E’ CHIUSA – “La vicenda di Potenza per noi non è una vicenda affatto chiusa: ci auguriamo che i magistrati siano messi nelle condizioni di arrivare al più presto a sentenza, ma credo che l’ unica cosa si arriverà a una condanna sarà per l’ accusa di diffamazione nei confronti del Pd, per i quali spero che gli interessati rinunceranno alle immunità” conclude Renzi. (Sis – 19 apr)