Ieri il premier Matteo Renzi, respingendo le accuse al governo presenti nelle mozioni di sfiducia, presentate al Senato era stato chiaro “La vicenda di Potenza per noi è una vicenda niente affatto chiusa: ci auguriamo che i magistrati siano messi nelle condizioni di arrivare al più presto a sentenza, ma credo che l’unica cosa si arriverà a una condanna sarà per l’accusa di diffamazione nei confronti del Pd, per i quali spero che gli interessati rinunceranno alle immunità”. Oggi il senso di quelle parole, attendere le sentenze con la coscienza a posto, è stato fondamentalmente ribadito dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, chiamata in causa per il presunto coinvolgimento del capo di stato maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi nell’inchiesta di Potenza: “E’ una mia priorità che sulle vicende in questione si faccia quanto prima la massima chiarezza – spiega il ministro – nel convincimento che in assoluto vanno distinte le eventuali responsabilità personali rispetto all’onorabilità dell’istituzione. Devo osservare che il Governo viene invitato ad assumere determinazioni sulla base di indagini tuttora in corso da parte della magistratura e ancora nella fase preliminare, nonché sulla base di denunce anonime. In altri termini, ad oggi, non emergono elementi di prova”.
ANDARE A FONDO ALLA VICENDA – Ma proprio come aveva detto Renzi, “ciò tuttavia non significa affatto che il Governo intenda sottovalutare la portata delle questioni sollevate e posso assicurare che sarà cura del mio ministero andare a fondo a ciascuna vicenda e fornire le doverose delucidazioni appena acquisite le indispensabili certezze”. La Pinotti difende poi anche la legge navale, finita anche questa nel mirino delle critiche: “Non si rende giustizia a questo Parlamento – dice – quando si vuole prospettare come il frutto di opachi disegni lobbistici, laddove, invece, in merito al programma navale, esso è stato sottoposto nel suo iter al vaglio di una quindicina di passaggi tra Camera e Senato. È oggettivo, al riguardo, lo stato di criticità della nostra flotta militare, che avrebbe registrato, entro il 2025, senza alcun ricambio, la dismissione di circa 54 navi. Un programma di tale rilevanza investe in positivo l’intero sistema Paese”. (PO / Sis – 20 apr)