Roma, 20 apr – “Abbiamo chiuso il 2015 con un fatturato appena sotto i 400 milioni e un budget che prevede un 25% di crescita. Nel 2016 apriamo un altro centro a New York, poi Boston, Copenaghen, Trieste e un paio negli Emirati”. Lo afferma Andrea Guerra, presidente operativo di Eataly, ex consulente di Renzi, in una intervista al Corriere della Sera. Si punta alla Borsa entro l’anno? “L’obiettivo di tutti è aprire l’azienda, e la quotazione è la modalità ovvia per riuscirci. Non abbiamo una fretta esasperata. Credo che nei prossimi 12 o 18 mesi l’avremo fatto”. State diventando una piattaforma del made in Italy nel mondo. I prodotti italiani sono abbastanza competitivi? “Assolutamente sì. E sono un made in Italy vero. Il punto è proprio qui: rappresentare qualcosa di unico e speciale, non identico alle cose degli altri. In un nostro tipico negozio americano abbiamo un migliaio di fornitori, ottocento dei quali non potrebbero mai arrivare laggiù se non ci fosse Eataly”.