Prima di tutto, una rassicurazione per cittadini, turisti e amanti della lirica: comunque vada “la stagione estiva dell’Arena di Verona si farà, garantirne lo svolgimento era uno dei compiti del commissario e l’obiettivo è stato raggiunto”. Altro conto è la situazione economica della fondazione che gestisce la struttura: “Entro il 30 giugno sapremo se l’Arena di Verona vedrà una risoluzione della crisi con la presentazione di un piano di risanamento vero e credibile o se si dovrà procedere alla liquidazione della fondazione”. Secondo il ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini, ascoltato dalle commissioni Cultura di Camera e Senato in seduta congiunta, sono queste le due direttrici su cui si muove il lavoro di Carlo Fuortes, commissario dell’Arena di Verona, la cui situazione di crisi resta comunque grave: “Il 21 marzo scorso abbiamo rilevato, oltre alla perdita relativa ai 6 milioni di euro sul bilancio 2014 della fondazione, anche una ulteriore riduzione del patrimonio disponibile a 9 milioni di euro”.
Aldilà del caso specifico di Verona, spiega Franceschini, una riflessione generale sulla natura giuridica delle fondazioni lirico-sinfoniche si rende necessaria, perché “è stato dato un messaggio non positivo sotto l’aspetto educativo, visto che tra le 14 fondazioni lirico-sinfoniche quelle che hanno gestito in modo virtuoso il loro bilancio hanno visto gran parte delle risorse andare a chi ha gestito male il proprio bilancio”. Altro discorso è quanto erogato dal Fondo Unico per lo Spettacolo: “Le risorse destinate negli ultimi anni alle fondazioni liriche superano i 180 milion e da sole rappresentano il 47% del Fus. Questo anche perché si tratta di una eccellenza del nostro Paese e un veicolo di credibilità per l’immagine internazionale dell’Italia, tanto che riusciamo a utilizzarla anche come una grande vetrina promozionale all’estero”. (Sis)
