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40ESIMO SISMA FRIULI
MATTARELLA A GEMONA

it@withub.it by it@withub.it
6 Maggio 2016
in In evidenza HP, In evidenza top news
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Con un omaggio, personale, quasi intimo, al monumento che nel cimitero di Gemona del Friuli ricorda le quasi 400 vittime del sisma del 6 maggio 1976 nella cittadina friulana, è iniziata oggi la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Friuli devastato e rinato dopo il sisma di 40 anni fa. Il Presidente Mattarella, accompagnato dalla presidente della Regione Debora Serracchiani, dal commissario di Governo per il Friuli Venezia Giulia Annapaola Porzio, dal prefetto di Udine Vittorio Zappalorto, dal sindaco di Gemona Paolo Urbani, dall’on. Ettore Rosato, dall’allora commissario di Governo per il Friuli terremotato Giuseppe Zamberletti, ha deposto una corona di fiori bianchi e rossi alla lapide dedicata “In ricordo delle vittime del terremoto”, portata a spalla da due corazzieri, mentre un trombettiere della Julia ha intonato il silenzio. Poi un breve e mesto raccoglimento, di fronte al monumento in memoria delle vittime di Gemona e di tutto il Friuli colpito con agghiacciante devastazione alle 21.06 di un caldissimo e solare 6 maggio 1976. Al cimitero di Gemona, hanno fatto ala al Presidente Mattarella e alla presidente Serracchiani le rappresentanze delle Forze armate, con la Julia, dei vigili del Fuoco (provenienti dai distaccamenti di Udine e Trieste) e della Protezione civile regionali (con i Gruppi comunali di Gemona e Codroipo) a testimoniare e significare il ruolo, fondamentale, dei militari, dei vigili del Fuoco di tutta Italia, e dei volontari nella fase di soccorso e di prima ricostruzione del Friuli colpito dal sisma.

 

SERRACCHIANI: 40 ANNI RIPROPONGONO ATTUALITÀ MODELLO FRIULI “La commemorazione dei 40 anni del terremoto, oltre a essere un ricordo doveroso per chi non c’è più, è anche stata l’occasione per ripresentarci come ‘modello Friuli’, modello di ricostruzione, sviluppo, tenacia e anche capacità delle istituzioni di lavorare insieme”. Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani al termine della cerimonia di consegna dei riconoscimenti a istituzioni, enti, associazioni e rappresentanze impegnate nel dopo terremoto e durante la ricostruzione che si è tenuta oggi nella sala consiliare del Comune di Trasaghis. La presidente della Regione ha ricordato quanto sia opportuno ringraziare i tanti volontari che vennero da tante parti del mondo e le persone delle Forze dell’ordine e delle Forze armate che, già presenti o arrivate all’indomani del terremoto, seppero dare una mano alle nostre comunità. La loro presenza è talmente viva che ancora oggi a distanza di quarant’anni li ricordiamo e li incontriamo volentieri. Nel giorno della visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella nel quarantennale di quel terribile 1976 Serracchiani ha osservato che la coesione e la fiducia delle istituzioni è stata la fortuna di quegli anni ed è oggi è una parte tra le più importanti del patrimonio che il Friuli Venezia Giulia vanta nel suo rapporto di collaborazione sempre molto intenso tra le istituzioni.

 

LA CERIMONIA La sala consiliare di Trasaghis era gremita di cittadini e di ospiti che hanno voluto applaudire chi si spese nei giorni drammatici del sisma per risollevare una comunità prostrata dalla calamità naturale. Il sindaco in carica Augusto Picco ha introdotto la cerimonia insieme a Ivo del Negro, amministratore municipale in prima linea nella gestione dell’emergenza del 1976 e lui stesso destinatario di una targa. Ventuno i premiati, tra cui Joseph Muller, primo cittadino di Griffen (Austria), comune gemellato con Trasaghis, il cardinale Gualtiero Bassetti, oggi arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, da Sora (Fr) monsignor Antonio Lecce e don Akuino Toma Teofilo, il sindaco e il presidente del Consiglio comunale di Casalecchio sul Reno (Bo) Massimo Bosso e Paolo Nanni e il consigliere comunale di Castiglione Olona (Va) Gerolamo Fumagalli, a testimonianza della solidarietà corale che si sviluppò attorno al Friuli devastato dai lutti e dai crolli. Nella cerimonia sono state ricordate dalla presidente Serracchiani le iniziative che oggi mirano a consolidare e perpetuare il patrimonio di conoscenze acquisite nella drammatica esperienza del terremoto, dalla Scuola internazionale di formazione in materia di gestione della risposta in emergenza sismica che sorgerà a Portis di Venzone (Ud) alle iniziative di testimonianza e divulgazione come il libro “La memoria di un evento – il Friuli terremotato nelle immagini del dipartimento fotografico nazionale” e il docufilm “Resurî 1976-2016. 40 anni dal terremoto in Friuli”, presentato in anteprima a Palazzo Montecitorio lo scorso 3 maggio.

(red – 6mag )

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